Benetton ritira l’immagine scandalo

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MILANO, 17 NOVEMBRE – Dopo le reazioni da parte della Chiesa, Benetton ha comunicato la decisione di ritiro l’immagine, dove Papa Benedetto XVI bacia sulla bocca l’imam del Cairo. La nuova campagna-choc di della multinazionale Benetton, intitolata Unhate(non odio), era stata presentata in anteprima mondiale a Parigi.

Oltre all’immagine “papale”, che ha suscitato pesanti critiche negli ambienti cattolici che ne hanno chiesto il ritiro immediato, anche Barack Obama è stato “immortalato” mentre dà un bacio al presidente cinese Hu Jintao.

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Il vice-presidente Alessandro Benetton, ha spiegato che “L’obiettivo della campagna è contrastare la cultura dell’odio, promuovendo la vicinanza tra popoli, fedi, culture e la pacifica comprensione delle ragioni altrui. Ovunque ci voltiamo – ha proseguito – vediamo il brutto”.  “C’è bisogno di “unhate”, continua Alessandro Benetton, “una parola inventata, che non esiste, che vuole dire non odio ma che non significa amore”. È stata ritirata anche l’immagine dell’ex premier Silvio Berlusconi che bacia Angela Merkel, “in quanto l’obiettivo non è provocare ma usare persone che siano un simbolo attraverso il loro ruolo. Una persona che non è più alla presidenza del Consiglio non è più la stessa figura per lanciare questo messaggio”.

Musa ispiratrice della campagna Benetton la famosa foto del bacio tra Erich Honecker, ex presidente della Germania orientale e Leonid Breznev, ex presidente dell’Unione Sovietica.  E’ chiaro che la Benetton avesse previsto la dura reazione da parte della Chiesa, trasformandola però in suo favore, perché lanciare una campagna pubblicitaria del genere (non nuova per la verità in casa dell’azienda), ha sicuramente agevolato un lancio in altro modo “moscio”. “Unhate è l’unico sistema per abbattere le barriere culturali, contro le contrapposizioni e le differenze, per cercare quello che ci unisce. Questa campagna è uno stato d’animo di riconciliazione ma non è buonista: l’amore sarebbe utopistico, il non odio invece è qualcosa che possiamo fare”.

Sabrina Brandone

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