Blitz sotto la sede di Repubblica. Volantini e insulti contro L’Espresso

BOLOGNA 14 NOVEMBREFalse locandine del settimanale sono state affisse davanti alla redazione. L’attacco è rivolto a Lirio Abbate, autore di alcuni servizi sui movimenti antagonisti. La notte scorsa, sotto la sede bolognese di Repubblica in via Santo Stefano, sono state affisse sedici false locandine de l’Espresso piene di insulti contro il giornalista Lirio Abbate.

In questa circostanza contro Abbate ci sarebbero i movimenti antagonisti per degli articoli che il giornalista avrebbe scritto sul loro conto. L’affissione sarebbe avvenuta nella tarda serata di ieri e ora sono in corso accertamenti da parte della Digos.

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Fra le frasi, sotto la foto del giornalista, viene citato un “Dossier Abbate, ecco l’analisi dei deliri di un folle”. Sull’episodio sta  indagando la Digos. Molto probabilmente gli autori del blitz, che hanno agito fra le 22,30 e le 23, sono stati disturbati dall’arrivo di un passante, e sono fuggiti lasciando sotto i portici un secchio di colla ancora calda.

É la terza azione di un’area anarchica contro Repubblica Bologna negli ultimi mesi. Già ad Aprile qualcuno aveva scaricato sacchi di letame all’interno dcll’androne del palazzo. Nel blidzt della scorsa sera si sono limitati alle scritte ingiuriose sui muri e sulla targa del giornale.

Tutte le azioni sono avvenute dopo un’operazione di polizia che ha portato agli arresti di alcuni anarchici del circolo “Fuoriluogo“, chiuso dagli inquirenti. L’episodio è stato stigmatizzato dal comitato di redazione de l’Espresso: “Il Cdr – si afferma in un comunicato – esprime solidarietà al collega Lirio Abbate, inviato del settimanale, che la scorsa notte a Bologna è stato oggetto di inaccettabili intimidazioni: manifesti con la foto del giornalista e frasi minacciose sono stati affissi sotto la sede della redazione di “Repubblica” a Bologna.

L’Aprile scorso  erano finiti in carcere  per associazione per delinquere finalizzata all’eversione dell’ordine democratico – ma questa aggravante era stata fatta cadere a fine aprile dal Tribunale del Riesame, anche se il pm negli avvisi di fine indagine notificati di recente l’ha riconfermata, – su ordinanza di custodia cautelare erano finiti in carcere: Stefania Carolei, 55 anni, bolognese; Nicusor Roman, 31, romeno abitante a Bologna; Anna Maria Pistolesi, 36, bolognese; Martino Trevisan, 25, di Bressanone (Bolzano); Robert Ferro, 25, di Bolzano. Erano stati accusati di aver promosso, organizzato e diretto una organizzazione che si ritrovava al centro Fuoriluogo (i cui locali sono sotto sequestro) finalizzata al compimento di violenze, lesioni, danneggiamenti, manifestazioni non organizzate. A luglio  di quest’anno sono passati dal carcere agli arresti domiciliari. Lo aveva  deciso il gip Andrea Scarpa. A richiedere l’attenuazione della custodia era stato il difensore avvocato Ettore Grenci. Il pm Morena Plazzi aveva dato parere negativo alla richiesta.

Chiara Arnone

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