Alluvione Messina: 18 avvisi di garanzia per la strage di Giampilieri, Scaletta Zanclea e Itala

MESSINA, 13 NOVEMBRE – La Procura di Messina ha chiuso le indagini sulla devastante alluvione che due anni fa travolse Giampilieri, Scaletta Zanclea e Itala, paesi dell’hinterland messinese, provocando 37 morti.

L’accusa per gli indagati è pesantissima: disastro e omicidio colposo multiplo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Guido Lo Forte e dai sostituti Adriana Sciglio e Stefano Ammendola. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati tra l’altro il sindaco di Messina, Buzzanca, quello di Scaletta Zanclea, Briguglio, e l’ex commissario straordinario di Protezione civile, Cocina.

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ALLUVIONE DEL 2009 – L’alluvione di Messina del 2009 si è verificata in un’area ristretta della Sicilia nord-orientale causata da un violento nubifragio, iniziato nella serata del 1 ottobre 2009 e durato tutta la notte fino al mattino del giorno successivo. Il nubifragio ha provocato lo esondazione dei corsi d’acqua e diversi eventi franosi, a cui è seguito lo scivolamento a valle di spesse colate di fango e detriti.

L’evento ha devastato una zona immediatamente a sud della città di Messina, lungo la costa ionica, che, nonostante la difficile orografia dei terreni, risulta inspiegabilmente antropizzata. I centri più colpiti sono stati Scaletta Marina, nel comune di Scaletta Zanclea e diverse località del comune di Messina: Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Si sono avuti anche ingenti danni nella frazione di Guidomandri Superiore e nelle altre località del comune di Scaletta Zanclea e nel comune di Itala.

Il disastro è avvenuto in una zona a elevato rischio idrogeologico, già colpita in passato da eventi franosi e alluvionali.

Secondo le stime fornite dal Dipartimento della Protezione Civile, in alcune delle zone colpite sono caduti fino a 220/230 millimetri di precipitazioni nell’arco di 3-4 ore.

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BN Redazione

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