Fukushima, l’incubo è tornato

Fukushima, l’incubo è tornato

BOLOGNA, 3 NOVEMBRE – Non sono bastati i disastri ambientali dell’ultimo mese, ora la paura viene dal Giappone o, per meglio dire, ritorna dal Giappone; precisamente da Fukushima.


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Fukushima è stata la peggior crisi nucleare degli ultimi 25 anni, dopo Chernobyl, nel 1986, inseguito al terremoto dell’11 marzo. In mattinata la Nisa, agenzia per la sicurezza atomica, ha rilevato presenza di neutroni e di gas xenon all’interno del reattore 2, quello maggiormente danneggiato dallo tsunami di 8 mesi fa.

Dagli ultimi aggiornamenti, sembra che i dati rilevati non siano allarmanti in quanto, possono esser il frutto di una fissione ma dall’attività di alcuni “emettitori” di neutroni o anche da reazioni di altra natura.

La fissione e’ il processo mediante il quale un reattore nucleare operativo produce energia. Il reattore si chiude automaticamente quando c’è’ un incidente, ma a marzo lo tsunami fece saltare i sistemi di raffreddamento, innescando una gravissima crisi.

“Non neghiamo alcuna ipotesi, compresa quella di criticità localizzate all’interno del reattore. L’importante è continuare a monitorare eventuali segnali di reazione fissile e mantenere una capacità di controllo” annuncio in conferenza stampa, da parte di Yoshinori Moriyama, portavoce della Nisa.

Mentre il portavoce di Tepco Junichi Matsumoto ha dichiarato”Si può stabilire che una criticità isolata è avvenuta per un breve periodo di tempo, a giudicare dalla presenza di xeno”.

Nelle ultime ore i occorsi e la manutenzione hanno avviato delle iniezioni di acido  borico per neutralizzare  i neuroni ed evitare che le temperature crescano ulteriormente.

“Il reattore 2 non si è riacceso. La reazione di fissione nucleare rilevata nelle ultime ore dalla società che lo gestisce, la Tepco, è un fenomeno parziale che può verificarsi in particolari condizione di densità e distribuzione geometrica del combustibile rimasto all’interno del reattore” spiega Emilio Santoro, dell’Enea, inoltre “Poiché questo gas decade in tempi molto rapidi, è impossibile che i livelli rilevati adesso siano quelli rilasciati nell’incidente del marzo scorso ”.

Gli scienziati stanno lavorando per chiarire se questo evento è dovuto a qualcosa di nuovo o a qualche, piccolo, pericoloso problema di assestamento.

Davide Bart. Salvemini

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