Crisi, comune di Castel Guelfo: La Lem Carni Spa attende una risposta

Crisi, comune di Castel Guelfo: La Lem Carni Spa attende una risposta

BOLOGNA, 2 NOVEMBRE – A fronte di tante aziende in crisi o chiuse nel territorio imolese, ce n’è una in controtendenza: la Lem Carni SpA che starebbe vivendo “un periodo positivo”, fornendo lavoro a 50 dipendenti presso la sede storica di Toscanella di Dozza (Bo), a cui si dovrebbero aggiungere 20 trasportatori e almeno 100 agenti di vendita in Italia.

Il consigliere regionale Alberto Vecchi(Pdl) in un’interrogazione ricorda che il “patron” dell’azienda avrebbe rivolto al sindaco di Castel Guelfo (Bo) la richiesta di trasferire il proprio punto vendita in via dell’Artigianato, grazie all’acquisto di un capannone attualmente vuoto, con la conseguente assunzione di 50 lavoratori del territorio e con la possibilità di un ulteriore incremento di nuovi posti di lavoro grazie alla possibilità di poter trasferire in questa area di 13 mila mq anche parte della produzione.

Al Comune di Castel Guelfo la ditta avrebbe richiesto 1.500 metri quadrati di area commerciale, superficie “fondamentale” per dare sostenibilità economica all’intero progetto di acquisto o per realizzare in seguito l’ampliamento del progetto.

Il Comune di Castel Guelfo, tuttavia, – sottolinea il consigliere – nonostante queste “importanti e concrete proposte” di portare decine e decine di nuovi posti di lavoro, avrebbe finora rifiutato di dare una risposta positiva alla richiesta di autorizzazione ad aprire il nuovo punto vendita di 1.500 mq, limitandosi a proporre solo 250 mq, nella piena consapevolezza che questa risposta risulterebbe inaccettabile perché non garantirebbe la sostenibilità economica del progetto.

Vecchi chiede quindi alla Giunta regionale se non consideri l’atteggiamento del Comune di Castel Guelfo deleterio per l’azienda in questione e per l’intero territorio imolese e per quali motivi lo stesso Comune non agevoli un progetto che potrebbe portare nuovi posti di lavoro.

L’esponente del Pdl vuole inoltre sapere se esistano accordi territoriali che limitano l’espansione di questi punti vendita, tenendo conto dei punti commerciali della Coop già esistenti o in via di realizzazione,e nel caso esistano vincoli tali da impedire la messa in opera di punti vendita alimentari diversi da quelli di vicinato, come si intenda attivarsi per dare risposte concrete alle aziende locali che intendono investire sul territorio.

Sabrina Brandone – US Bolognanotizie.com

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