Università: conclusa la maratona dei test

FIRENZE, 09 SETTEMBRE – E’ il venerdì più importante per chi sogna di svolgere la professione sanitaria: migliaia di candidati, su tutto il territorio italiano, hanno partecipato ai test per accedere ai vari corsi di questa classe di laurea, quest’anno fortemente gettonata.

A Firenze, già  nella giornata di ieri si era visto il “tutto esaurito” con la partecipazione di circa 3219 candidati per 1009 posti complessivi. Oggi è toccato ai 1359 candidati, per 1065 posti disponibili, che hanno partecipato alle prove selettive per i corsi di laurea in Scienze farmaceutiche applicate, in Scienze biologiche e in Biotecnologie, e per i corsi di laurea a ciclo unico in Chimica e tecnologia farmaceutiche e in Farmacia.

All’Università  de L’Aquila si sono presentati in 2.170 per poco più di 600 posti per le lauree delle professioni sanitarie.
A Novara si sono presentati in 1561, a Varese, presso l’Università  dell’Insubria, hanno affrontato la prova questa mattina, 1040 candidati per circa 350 posti. E, infine, a Bari 6.000 candidati per poco più di 800 posti. La prova di ammissione identica su tutto il territorio nazionale, è stata predisposta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e consisteva nella soluzione di 80 quesiti a risposta multipla su argomenti di: Cultura generale e ragionamento logico (40 quesiti); Biologia (18 quesiti); Chimica (11 quesiti); Fisica e Matematica (11 quesiti).

Tanti candidati rispetto ai pochi posti messi a concorso. Ma come mai tutta quest’affluenza ai corsi delle professioni sanitarie?
“E’ l’unico corso che garantisce una sistemazione sicura”, afferma Chiara, 19 anni, aspirante candidato per l’Università di Bari, al termine della prova. E la spiegazione è racchiusa proprio in questa frase di questa giovane e futura studentessa: a un anno dalla conclusione degli studi, il 98.9% dei laureati in Infermieristica ha un’occupazione; nel caso di Fisioterapia, la percentuale sale, addirittura, al 100%.

Il massimo dell’aspirazione per chi intraprende un percorso universitario nel nostro Paese. Ad aggiungere carne sul fuoco è anche il caso del Policlinico di Bari, dove ad un bando di mobilità per cento unità di infermieri, hanno risposto soltanto in venti, dimostrando che tale professione è molto ricercata. Ed ecco allora la corsa verso il “posto sicuro”, perché l’università non è una passeggiata, come molti pensano, è un percorso lungo, fatto di sacrifici e, molto spesso, di rinunce, che tutti i giovani, però, dovrebbero avere il diritto di fare, o almeno di provare a fare.

Federica Palmisano

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