Il pranzo ad Arcore mette in sintonia tutti i presenti

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ROMA, 31 AGOSTO – Al termine della lunga riunione a villa San Martino con:  Bossi, Calderoli, Maroni, i capigruppo Cicchitto e Gasparri, il segretario Alfano, Moffa (ora PT), il ministro Brambilla e l’avvocato Ghedini sono usciti tutti soddisfatti perché, tra il contributo di solidarietà e l’Iva e pensioni d’anzianità, ognuno può dire di avere incassato qualcosa.
Silvio Berlusconi al termine della riunione spiega:«E’ andata benissimo. Se continuiamo con questo metodo possiamo arrivare tranquillamente in fondo alla legislatura»

La tensione si è stemperata quando i protagonisti del vertice di Arcore hanno spostato l’attenzione dalla manovra al menù: insalata, rigatoni e un misto di pesce che non tutti, hanno gradito.Si sono messi d’accordo a tavola, e non è una metafora.

Giulio Tremonti rientra soddisfatto dopo aver salvato l’Iva e porta a casa la metà dei tagli ai comuni, il mini-intervento sulle pensioni e una sostanziale delega a rivedere alcune norme di elusione.

La riunione, iniziata intorno a mezzogiorno, non era cominciata bene,il ministroTremonti si era portato ad Arcore il lungo elenco di proposte di modifica messe insieme in due settimane di dibattiti e sotto ognuna aveva scritto di suo pugno perplessità e dubbi.  La situazione dell’economia non è più quella di un anno fa, la notizia che il Fondo monetario internazionale vede nero sulla crescita dell’Italia, la crisi rischia di avvitarsi su se stessa. Qualche ministro ha fatto notare che tutti i discorsi stanno a zero se poi la manovra non passa in Parlamento, la prima urgenza sarebbe dunque approvarla di corsa.

Dopo il caffè, la discussione ha preso una piega più costruttiva e Bonaiuti sostiene:« Tutto merito di Berlusconi che ha messo d’accordo tutti», Umberto Bossi, stanco, è scivolato via da un cancello sul retro, Maroni è dovuto correre all’incontro con i comuni, cosicché per la Lega è rimasto Calderoli, dotato di acume concreto. Infine ne è venuto fuori un compromesso scritto redatto da Alfano e da Calderoli nella sala del pianoforte, ribattezzata «del Bunga-Bunga».

Il Presidente Berlusconi ha dichiarato: «stavolta Giulio è stato ad ascoltare più del solito è venuto con proposte alternative che abbiamo valutato insieme». Niente «prendere o lasciare», quindi, e niente più manovra approvata in nove minuti.

Maria Giuseppina Bauleo

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