Ravenna: Ragazza muore, la festa continua

Ravenna: Ragazza muore, la festa continua

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RAVENNA, 25 AGO. – Mentre una ventottenne muore a causa di un malore, tutto intorno la gente balla e continua a divertirsi come nulla fosse successo. E’ quanto si vede in un video girato il 25 giugno scorso a Marina di Ravenna, quando un’impiegata ventottenne di Modena e’ morta per un malore. Il filmato e’ stato diffuso dalla lista civica “Per Ravenna” in un incontro pubblico.

L’intento, come ha spiegato il capogruppo Alvaro Ancisi, e’ per documentare «le condizioni indecorose e intollerabili in cui una ragazza ha trovato la morte, anche se per cause naturali, durante una festa da ballo in uno stabilimento balneare».

La vittima aveva raggiunto la Riviera per trascorrere un week-end con il fidanzato e alcuni amici. Durante la festa si era accasciata ed era morta nonostante i soccorsi del 118 che a fatica si erano fatti largo tra la folla festante.

A far riflettere e’ anche la testimonianza dell’autista e dell’infermiere del 118 che hanno sottolineato come durante il tentativo di rianimazione nessuno ha fermato la musica o acceso le luci. «C’era gente ubriaca o presunta tale in mezzo allo stradello» si legge nella testimonianza dell’infermiere trascritta da Ancisi, «ma siamo riusciti ad arrivare davanti all’entrata, dove c’era un sacco di gente e buttafuori che lavorano per il bagno che ci è venuta a prendere e ci ha scortato a spinte perché non si capiva niente, fino al luogo. La musica c’era ancora alla grande. La musica e’ rimasta fin quando sono arrivati i carabinieri che l’hanno fatta spegnere e comunque dopo poco che era arrivata l’auto medica, cioè dopo oltre mezz’ora».

E con queste testimonianze, la lista civica di Ancisi avanza le prime richieste: il rispetto delle capienze negli stabilimenti e il pugno di ferro contro le auto parcheggiate negli stradelli che conducono al mare. Ma anche proposte come il potenziamento dei punti con infermiere e defibrillatore in aree di feste al mare e la possibilità di sospendere le feste in caso di emergenza.

Andrea Pappalardo

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