“Tripoli è nostra!”: Sahif Gheddafi non si arrende

“Tripoli è nostra!”: Sahif Gheddafi non si arrende

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TRIPOLI, 23 AGOSTO – L’obbiettivo è uno solo: il bunker di Bab al-Aziziya, ormai residenza ufficiale del Mu’ammar Gheddafi. Stamattina sarebbe ricomparso anche Sahif Al Islam, il secondogenito del Raìs e suo erede ufficiale. Sahif era stato arrestato ieri dagli insorti, riuscendo poi a fuggire con l’aiuto di alcuni fedelissimi.

Ma gli scontri non sono ancora finiti ed oggi il bollettino segna almeno due morti e diversi feriti, fra cui un bambino. Razzi e artiglieria pesante starebbero interessando il compound. Anche i giornalisti stranieri ospitati al vicino Hotel Rixos avrebbero dato notizia di forti esplosioni presso il complesso di Bab al-Aziziya. Gli scontri, iniziati in tarda serata, sono proseguiti fino a stamattina quando alcuni aerei della NATO stavano ancora sorvolando Tripoli. In tarda mattinata la NATO è tornata a bombardare il rifugio del Colonnello, mentre i ribelli sarebbero arrivati a 500 metri dal compound del Raìs.

L’Alleanza atlantica avrebbe iniziato a lanciare volantini su Tripoli, invitando i soldati ad unirsi ai ribelli ed a combattere per il paese. Nel frattempo Sahif Al Islam continua a smentire le notizie dei ribelli, annunciando di avere ancora pieno controllo della città di Tripoli. Avrebbe smentito anche tutte quelle voci che vorrebbero il padre in fuga, riconfermando che il Raìs si trova ancora a Tripoli e che sta bene. Sahif si sarebbe presentato all’Hotel Rixos per condurre alcuni dei 30 giornalisti stranieri a fare un tour delle zone di Tripoli che sono ancora sotto il controllo del Raìs.

Cecilia Andrea Bacci

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