Melania Rea: il gip convalida l’arresto di Parolisi, spunta una terza aggravante

Melania Rea: il gip convalida l’arresto di Parolisi, spunta una terza aggravante

TERAMO, 2 AGO.La magistratura di Teramo ritiene Salvatore Parolisi colpevole dell’omicidio della moglie Melania Rea e ne convalida l’arresto. Oggi il gip Giovanni Cirino ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, accogliendo la richiesta di arresto bis formulata dalla procura di Ascoli.

Al caporalmaggiore viene contestata una nuova aggravante: la minorata difesa. Parolisi avrebbe ucciso la moglie approfittando “di circostanze di tempo, di luogo o di persona, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”. Il fatto che Melania sia stata colpita mentre era accovacciata, con i pantaloni abbassati, configura la terza aggravante che si somma a quella della crudeltà e del grado di parentela.

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I difensori di Parolisi, che dal 30 luglio è detenuto nel carcere di “Castrogno” di Teramo, fanno sapere che non risponderanno all’interrogatorio di garanzia, ma ricorrerranno al tribunale del riesame dell’Aquila. La difesa del caporalmaggiore sostiene che il 18 aprile scorso, nel bosco delle Casermette, Melania Rea fu uccisa da una donna. Lo proverebbero alcuni capelli trovati sul corpo della donna e le tracce di dna femminile rinvenute sotto l’unghia.

Il legale della famiglia rea, Mauro Gionni, smentisce l’ipotesi difensiva di Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. Sul corpo di Melania durante l’esame autoptico sarebbero state rinvenute 5 formazioni pilifere nere e 1 capello nero sulla scarpa sinistra. L’unico capello castano, spiega l’avvocato Gionni, sarebbe stato trovato dai Ris il 23 aprile nel chiosco del bosco delle casermette, in un punto opposto a quello in cui avvenne il delitto. Dopo 3 mesi e mezzo le indagini degli inquirenti sembrano avere preso una direzione, il delitto Rea potrebbe essere vicino alla svolta.

Cristina Reggini

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