Gli Stati Uniti ringraziano Marchionne: Ha salvato Chrysler

Gli Stati Uniti ringraziano Marchionne: Ha salvato Chrysler

TORINO, 1 AGOSTO – Un lungo articolo del premio Pulitzer James B. Stewart, apparso sul New York Times, tesse le lodi del top manager della Fiat e analizza i motivi del suo successo.

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“Salvation at Chrysler in the form of Fiat”. E’ altisonante e diretto il titolo con cui il premio Pulitzer James B. Stewart incornicia il suo articolo dedicato alla nuova vita della Chrysler. Tradotto, suona più o meno cosi: “Salvezza Chrysler, formato Fiat”. Emoziona, indubbiamente. Sconvolge perché l’Italia è stata abituata a guardare gli Stati Uniti come il paese che guida il mondo e non si riesce a metabolizzare immediatamente che una delle più grandi industrie degli USA, caduta in disgrazia, sia riuscita a rialzarsi grazie all’intervento dell’italianissima Fiat e di Sergio Marchionne, top manager made in Chieti.

Per Stewart nel 2008 la Chrysler, “non poteva più reggere solo sulle proprie gambe”, travolta da una politica commerciale inadeguata ai tempi della recessione, perché “troppo dipendente da veicoli ad altissimo consumo di benzina come i Suv” e “troppo indebitata per poter investire su nuove tecnologie”.

L’azienda americana tocca il fondo tra il 2006 e il 2008 con perdite per oltre trenta miliardi di dollari. Nel 2009 il miracolo. La fiat e il governo americano si accordano per rilevare la società automobilista e inizia quello che Stewart definisce “one of the most remarkable turnarounds in the annals of American business history “, ossia uno dei casi di svolta più eclatanti dell’intera storia economica Americana. Fiat è riuscita, dove persino Mercedes ha fallito, fa notare Stewart, che decanta le gesta di Mr. Sergio Marchionne sino ai limiti dell’idolatria: “Ha una certa presenza, sembra un nonno gentile, ma ha una presa che ti strappa la mano”.  Viene poi elogiato il suo operato e la guida decisa dell’azienda: “Ha posto fine alla politica degli sconti e ai cattivi finanziamenti. Ha impresso la sua impronta sui nuovi modelli. E’ riuscito a portare la tecnologia Fiat in sedici nuovi modelli. Abbiamo sentito subito il cambiamento” .

I risultati, in effetti, sono straordinari. Proprio questa settimana, infatti, la società ha chiuso un conto che segna oltre 181 milioni di dollari di utili e un 30 per cento in più di entrate complessive, circa 14 miliardi. In più Chrysler ha restituito i prestiti pubblici a Maggio, sei anni prima del previsto, e la Fiat ha versato al Tesoro 500 milioni di dollari, per acquisire un ulteriore 6 per cento nella quota societaria. Dati eccezionali dunque, tanto da far dichiarare al segretario del tesoro americano, Timothy Massad: ” This is an amazing success story”. E’ un successo straordinario. Ma questo ormai lo avrete capito.

Stefano Chessa

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2 Responses to "Gli Stati Uniti ringraziano Marchionne: Ha salvato Chrysler"

  1. nickmari  2011/08/01 at 14:07

    Se in Italia non ci fossero i sindacati di stampo Stalinista Maoista l’industria e i lavoratori italiani starebbero molto meglio e molti giovani dissoccupati avrebbero un posto di lavoro. Da 40 anni vedo l’Italia dalla perspettiva tedesca. Risultato?
    Povera Patria.

  2. susino  2011/08/01 at 21:42

    Innanzituttto in italia i sindacati di sinistra sono ormai un miraggio. in secondo luogo mi chiedo come dovrebbero essere secondo te i sindacati,li vorresti a tutela dell’imprenditore ?ma si sfruttiamoli gli operai che con la ferrari passano i sensi di colpa. stai in Germania che in italia non ti rimpiango nessuno.

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