Melania Rea, Parolisi attende la decisione del Gip di Teramo

Melania Rea, Parolisi attende la decisione del Gip di Teramo

ASCOLI PICENO, 29 LUGLIO – I pm della Procura di Teramo Aloisi, Rosati e Ferretti hanno depositato stamani nell’ufficio del gip la seconda richiesta d’arresto per Salvatore Parolisi. Le accuse che gravano come un macigno sulla testa del caporal maggiore dell’esercito sono quelle di omicidio aggravato da vincolo di parentela e crudeltà e di vilipendio di cadavere.

L’impianto accusatorio costruito dai pm teramani si basa sui medesimi elementi sottolineati dei colleghi ascolani, fatta eccezione per l’accusa di vilipendio di cadavere che escluderebbe la presenza di un eventuale complice nell’omicidio di Melania Rea.

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L’indagine condotta adesso dai magistrati teramani ruota tutta attorno alla telefonata anonima del misterioso anziano che, nel primo pomeriggio del 20 aprile, segnalò ai carabinieri la presenza del cadavere di Melania nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella.

Secondo gli inquirenti l’uomo sarebbe completamente estraneo al macabro omicidio ma la sua testimonianza potrebbe rivelare degli elementi utili per la ricostruzione del quadro post-mortem della 29enne di Somma Vesuviana.

L’attesa è inoltre per la decisione del Gip di Teramo, Giovanni Cirillo, che dovrà pronunciarsi sulla scarcerazione di Parolisi entro lo scoccare della mezzanotte del 6 agosto. Secondo quanto dichiarato dai pool legale del militare, il loro assistito si avvarrà per l’ennesima volta della facoltà di non rispondere.

Bnsport

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2 Responses to "Melania Rea, Parolisi attende la decisione del Gip di Teramo"

  1. Sensitivo  2011/07/29 at 19:06

    Non credo che il telefonista anonimo c’entri qualcosa con l’omicidio di Melania, addirittura penso davvero nulla. Non c’è alcun elemento che porti a lui. Se i media e la stampa lo sospettano a torto, credo non si presenti mai, ed il suo comportamento sarebbe stato giusticato proprio da questo timore. Ha fatto il proprio dovere di cittadino, informando il 113 della Polizia, e non i carabinieri, di un cadavere dietro al Chiosco della Pineta nel Bosco delle Casermette, e spiega pure come l’abbia visto, mentre faceva una camminata. La sua condotta può apparire strana ora, che si è scoperto di chia sia il corpo, non essendoci più pericolo, e quindi potrebbe aiutare le indagini. Dico che può sembrare un modo strano, ma non ha tutti i torti, perché l’informazione spregiudicata lo massacrerebbe, anche se è del tutto innocente, al contrario di Salvatore.

  2. mariuccetta  2011/07/30 at 07:44

    il povero telefonista non solo ha il timore di finire in un vortice di giustizia ma ha pure paura secondo me proprio di parolisi e/o dell’eventuale complice, in fondo sono dei militari abituati alla violenza e non mi replicate che sono addestrati alla difesa sempre di violenza si tratta..e penso pure se complice ci deve essere sia piuttosto una donna magari infatuata di lui ..un uomo difficilmente rischierebbe di farsi anni di galera perdere il posto di lavoro sicuro per “aiutare” un amico…a meno che non temesse l’emergere di altre verità ma quale verità fa piùpaura di un ” concorso in omicidio”?cosa nasconde la caserma Clementi?

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