Incendio Tiburtina, aperte tre inchieste. Sei le persone fermate per controlli

Incendio Tiburtina, aperte tre inchieste. Sei le persone fermate per controlli

ROMA, 27 LUGLIO – Restano ancora avvolte nel mistero le cause che hanno scatenato l’incendio alla stazione Tiburtina, paralizzando il traffico ferroviario nazionale.

Tre le ipotesi da valutare: la natura dolosa del sinistro, il corto circuito, la cattiva manutenzione degli impianti. Saranno proprio gli esiti dei rapporti a fornire al magistrato gli elementi per formulare un’ipotesi più precisa sulle cause del sinistro. Agli accertamenti partecipa il Nucleo investigativo antincendio (Nia) dei vigili del fuoco, ma a breve ci sarà un ingegnere in elettronica a cui il magistrato darà il compito di consulente per valutare la situazione creatasi.

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Compito degli investigatori è anche quello di accertare qual è stato il punto da cui è scaturito il fuoco affrontato dai pompieri e domato dopo diverse ore. La centralina dove si sono sviluppate le fiamme era adibita a centrale per i controlli della stazione ed è da qui il personale in servizio tra sabato e domenica ha lanciato l’allarme impedendo che accadessero gravi danni.

Trenitalia insiste che non è stata ancora esclusa l’ipotesi di dolo o di un rogo in qualche modo connesso ad un possibile furto di rame lungo la linea o nelle stazioni di scambio. E relativamente a quest’ultima ipotesi, si segnala che proprio lunedì mattina i vigili urbani di Roma hanno compiuto un ingente sequestro di cavi di rame rubati, rinvenuti all’interno del campo nomadi di via di Salone, alla periferia della Capitale.  Ancora da accertare se i cavi possano essere stati rubati nella stazione Tiburtina.

Nicola Celentano

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