Melania Rea: Salvatore Parolisi bloccato in caserma

Melania Rea: Salvatore Parolisi bloccato in caserma

ASCOLI PICENO, 19 LUGLIO – Non sono tardate ad arrivare le prime reazioni al clamoroso arresto di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito finito oggi in carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea.

Il fratello della vittima, Michele Rea, ha subito manifestato la sua preoccupazione per le sorti della piccola Vittoria, la figlia della coppia, che dopo il macabro omicidio della madre ha vissuto in parte col padre e in parte con la famiglia Rea a Somma Vesuviana. «E adesso come facciamo con la bambina?», avrebbe commentato a caldo Michele rivolgendosi al legale della famiglia, l’avv. Mauro Gionni, che ha incontrato stamani i parenti di Melania.

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«Era nell’aria. Ora bisognerà leggere l’ordinanza del gip. Ma già dalla perizia medico legale emergevano grandi elementi a carico di Parolisi. L’arresto è la diretta conseguenza delle indagini sin qui svolte», ha dichiarato lo stesso Gionni all’uscita dall’abitazione ai microfoni di SkyTg24.

Nel frattempo i legali di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, sono giunti in auto alla caserma dei carabinieri di Ascoli dove, in un ufficio sito al primo piano, si trova il loro assistito. Entrando, assediati da una folla di giornalisti che chiedevano insistentemente un commento sull’arresto del caporalmaggiore dell’esercito, non hanno voluto rilasciare alcune dichiarazioni sulla decisione presa dal gip.

L’ACCUSA – I reati contestati a Salvatore Parolisi sono pesantissimi: omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà – pena che prevede l’ergastolo – e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Secondo le ultime indiscrezione le ferite post mortem sul cadavere di Melania potrebbero dunque essere state inferte da una persona diversa rispetto al marito. Ipotesi che comunque gli inquirenti stanno vagliando attentamente.
Redazione

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