Melania Rea: il destino di Parolisi appeso ad un filo. Tutti i segreti dell’autopsia

Melania Rea: il destino di Parolisi appeso ad un filo. Tutti i segreti dell’autopsia

ASCOLI PICENO, 18 LUGLIO – L’autopsia compiuta sul corpo di Melania Rea rivela gli ultimi istanti di una vita stroncata prematuramente in una splendida serata primaverile. Il trucco era intatto, senza la minima sbavatura. E anche la famosa unghia dell’anulare sinistro – sotto la quale i Ris hanno isolato il profilo genetico del Dna di una donna – è integra, nonostante si trattasse di una unghia rimodellata tramite french manicure, particolarmente lunga e sottile. Prove inconfutabili che escludano qualsiasi tipo di lotta o resistenza da parte di Melania.

[ad#Google Adsense 300 X 250][ad#Juice Overlay][ad#Aruba PopUnder]

Secondo la ricostruzione del medico legale la 29enne di Somma Vesuviana sarebbe stata aggredita mentre era accovacciata per motivi fisiologici, presumibilmente in in una situazione di assoluta intimità. Nessuna lacrima versata, nessun disperato tentativo di difesa. Melania si fidava ciecamente della persona con la quale si trovava in quel momento nel boschetto delle Casermette, a Ripe di Civitella.

Tutti questi elementi pesano come un macigno sulle spalle del  marito Salvatore Parolisi, nei confronti del quale la Procura di Ascoli ha chiesto l’arresto per omicidio aggravato. A breve si pronuncerà il gip Carlo Calvaresi e il caporalmaggiore potrebbe finire in carcere.

La ricostruzione dinamica del delitto, compiuta dagli inquirenti della procura di Ascoli e dal Ris di Roma, indica che Melania sarebbe stata sorpresa alle spalle, in un tentativo di «scannamento» che ricorda le tecniche militari. Mentre la vittima, uccisa il 20 aprile scorso, tentava vanamente di fuggire con i pantaloni abbassati, è stata massacrata da 6 coltellate alla schiena e 20 tra capo, collo e tronco. Con l’aggravante, sempre secondo la tesi della Procura, che il macabro omicidio sarebbe avvenuto alla presenza della piccola Vittoria, all’epoca di 18 mesi, che dormiva incosapevolmente nell’auto parcheggiata vicino allo chalet di Ripe.

Redazione

[ad#Cpx Banner]

One Response to "Melania Rea: il destino di Parolisi appeso ad un filo. Tutti i segreti dell’autopsia"

  1. Sospetto  2011/07/18 at 22:50

    Mai e poi mai, Melania si sarebbe aspettata che il marito in un istante si sarebbe trasformato in un mostro crudele e sanguinario, tale da assassinare la madre di sua figlia, per cui era tranquilla. Salvatore non ha mentito su tutto, come si scrive di lui. Due cose vere, soltanto due, l’ha dette, che Melania aveva fatto la pipì ed aveva bevuto il caffé, ha ragione lui, perchè l’aveva viste con i suoi occhi. Peccato per il Parolisi però che il caffè la moglie l’aveva bevuto in casa a Folignano, e non a Colle San Marco, dove non aveva neanche i soldi per comprarlo, a patto che fosse arrivata al chiosco del pianoro, dove non è mai giunta: l’ha bevuto a casa sua, poco prima di uscire con il suo assassino per l’ultimo viaggio senza ritorno. Anche la pipì ha fatto, e questa non in casa purtroppo, né a Colle San Marco, ma nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella, e il bisogno fisiologico, povera donna, le è costato la vita, per mano di Salvatore, che l’ha assalita a tradimento, ed il fatto fa pensare addirittura alla premeditazione del gesto omicida.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.