Mario Cal suicida al San Raffaele di Milano. Era il braccio destro di don Verzè

Mario Cal suicida al San Raffaele di Milano. Era il braccio destro di don Verzè

MILANO, 18 LUGLIO – Mario Cal si era da pochi minuti chiuso nel suo ufficio del San Raffaele, quando la segretaria ha udito lo sparo. Un solo colpo di pistola alla testa, poi i soccorsi e il ricovero in condizioni disperate. Il 71enne non ce l’ha fatta: il suo cuore ha cessato di battere pochi minuti dopo.

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Nei giorni scorsi era stato sentito, come persona informata sui fatti, dai magistrati della Procura meneghina che stanno indagando sul “buco” da oltre un miliardo di euro registrato dalla casa di cura fondata da don Verzè.

Fonti vicine alla Procura di Milano hanno confermato che “non c’era assolutamente nulla a suo carico”, ma la bufera giudiziaria e l’assenza di cash per liquidare i fornitori del San Raffaele hanno scatenato probabilmente un forte stress emotivo nell’ex vice presidente della struttura ospedaliera milanese.

Prima di togliersi la vita ha lasciato una lettera rivolta alla segretaria nella quale potrebbero essere contenute le motivazioni del gesto estremo.

Amaro il commento di Rosario Minniti, legale di Mario Cal, ai microfoni della stampa: “Era molto preoccupato perché al San Raffaele non c’era più la liquidità per pagare i fornitori”. “L’ho sorretto nei momenti difficili, ma questa volta non ce l’ho fatta”, ha concluso il legale.

Redazione

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