Addio a Roberto Marchini: 40° soldato morto in Afghanistan

Addio a Roberto Marchini: 40° soldato morto in Afghanistan

KABUL, 12 LUGLIO – Tra 9 giorni avrebbe compiuto 28 anni e ad aspettarlo a casa, a Caprarola, un piccolo paese di cinquemila abitanti sul lago di Vico, in provincia di Viterbo, c’erano gli amici e la famiglia che gli stavano organizzando una grande festa. E invece no. Roberto Marchini, primo caporal maggiore dell’ottavo Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago, si è spento oggi in Afghanistan, in una strada nel distretto di Bakwa, a pochi chilometri dalla base del contingente italiano Lavaredo.  Roberto Marchini era appena sceso da un mezzo militare quando è incappato su un ordigno che, proprio nel suo ultimo giorno di lavoro prima della licenza, gli ha tolto la vita. E’ la quinta vittima del 2011, la quarantesima dall’inizio della campagna in Afghanistan del 2004. Si era arruolato a 22 anni ed era arrivato a Legnago nel 2005. Questa era la sua terza missione all’estero.

Immediato il cordoglio di tutte le forze politiche. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso alla famiglia del ragazzo e alle forze armate impegnate nelle missioni estere la gratitudine di tutto il Paese. Ferma per un minuto di silenzio anche l’Aula della Camera. Il governo, tramite le parole del Primo Ministro Silvio Berlusconi, ha espresso vicinanza al dolore dei familiari del giovane ribadendo tuttavia l’importanza dell’impegno militare italiano: “Siamo consapevoli – ha osservato il ministro degli Esteri, Franco Frattini – che il momento è delicato ma anche che la professionalità delle nostre donne e dei nostri uomini è all’altezza della situazione”.

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La situazione in Afghanistan permane molto critica. Stamane a Kandahar, città culla dell’ex regime talebano,  è stato ucciso Ahmad Wali Karzai, fratellastro del presidente Hamid Karzai e governatore della provincia. Potente, spesso accusato di corruzione, lascia dopo la sua uccisione, avvenuta nella sua stessa abitazione,  un pericoloso vuoto nella gestione del potere cittadino.
Il suo assassinio, avvenuto probabilmente per mano di una sua stessa guardia del corpo, è stato prontamente rivendicato dai talebani, il cui portavoce ha così dichiarato all’agenzia di informazione Afp: “Questo è uno dei nostri più grandi successi in un decennio di guerra”.

Intanto proprio oggi, il Presidente francese Nikolas Sarkozy, in Afghanistan per una visita a sorpresa, ha annunciato il ritiro di un quarto dei soldati francesi al momento operativi nel paese. Mille soldati su quattromila faranno quindi ritorno in Francia entro il 2012:  “ E’ necessario porre fine alla guerra”.

Anna Sara Graziano

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