Decreto Rifiuti: deludente e pilatesco, parola di De Magistris
NAPOLI, 1 LUGLIO – L’atteso Dl per risolvere l’ennesima emergenza rifiuti è arrivato ieri pomeriggio sul tavolo del governo: l’approvazione c’è stata, ma con il voto contrario (messo a verbale) dei ministri leghisti.
A muso duro il ministro per le Riforme istituzionali Umberto Bossi che ha preteso che il dissenso dei suoi venisse ratificato: «Il problema dei rifiuti lo abbiamo già risolto una volta. I napoletani non imparano mai la lezione».
Ma cosa prevede nello specifico il Dl? Il testo ha tre articoli: il primo, in deroga alla normativa vigente, autorizza il trasferimento dei rifiuti urbani di Napoli fuori dalla regione Campania, se c’è il nulla osta delle regioni riceventi. L’articolo 2 prevede l’ampliamento dei poteri dei commissari nominati dal governatore campano per i siti di conferimento locali, mentre l’articolo 3, preteso con forza dalla Lega, impone che i trasferimenti di rifiuti fuori regione abbiano come «destinazione prioritaria» le regioni limitrofe alla Campania.
Secondo Berlusconi il decreto legge «rappresenta il massimo dello sforzo che il governo poteva fare. Un piano straordinario da presentare entro un mese per la realizzazione di impianti di smaltimento», precisando la «volontà di seguire in prima persona la vicenda» recandosi «frequentemente nel capoluogo campano per seguire i lavori».
A Napoli la situazione è ancora appesa a un filo, la provincia è in gravi difficoltà . La situazione è ancora drammatica a Castellammare di Stabia che appare come una discarica a cielo aperto, per cercare di neutralizzare la proliferazione di insetti, i cittadini li hanno cosparsi di calce viva.
Questa notte i vigili del fuoco hanno spenti una ventina di fuochi nelle periferie occidentale e orientale della città e nell’area flegrea e nel Giuglianese. I Verdi della Campania sostengono che tra Napoli e provincia, ci sarebbero oltre 14mila tonnellate di spazzatura mentre Borrelli e Ceparano annunciano che tra Giugliano e Pozzuoli per strada stazionano oltre 2mila tonnellate. Solo Castellammare, Melito e Quarto hanno oltre 600 tonnellate a testa sparse sul territorio. Casoria, Bacoli, Marigliano, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro Vesuviano hanno svariate centinaia di tonnellate di spazzatura da smaltire sostenendo di essere lontanissimi dall’uscita dall’emergenza.
Il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo al termine del Consiglio dei ministri, riferendosi al decreto per lo smaltimento dei rifiuti della regione Campania, ha dichiarato: «Mi aspetto gratitudine perché è l’ennesima volta che il governo nazionale interviene sulla questione dei rifiuti, era doveroso farlo perché c’era un rischio non indifferente per la salute dei cittadini, viste anche le alte temperature di questi giorni. Io mi aspetto un ringraziamento da parte del sindaco di Napoli. Con questo provvedimento crediamo di aver fatto un buon compromesso che, se gestito in maniera spedita, potrà risolvere da subito la ripresa del flusso dei rifiuti fuori dalla regione».
Da Napoli il Dl Stefano Caldoro, appare insoddisfatto: il decreto «non consente di superare concretamente le difficoltà di questi giorni. Non è sufficiente», mentre il giudizio del sindaco de Magistris: «Ci aspettavamo che il governo facesse qualcosa per Napoli e non lo ha fatto. Il decreto è deludente e pilatesco». Fortunatamente l’ apertura di un sito di trasferenza nella periferia orientale della città , comincia a dare frutti: i quantitativi di spazzatura in strada ammontano ormai a circa mille tonnellate, pulito il centro storico. Cinque giorni per risolvere la crisi non sono bastati ma in quindici qualche differenza, rispetto alle vecchie 2.300 tonnellate di giacenza, cominciano a dare i risultati.
Maria Giuseppina Bauleo
