Censura web. L’AGCOM minaccia la rete libera

Censura web. L’AGCOM minaccia la rete libera

ROMA, 30 GIU. – Divampa la polemica sulla delibera dell’Agcom annunciata per il prossimo 6 Luglio. Il Garante delle Comunicazioni intende far approvare un meccanismo con il quale poter rimuovere siti web, domini e più in generale ogni contenuto che sia sospettato di violazione del copyright. La delibera darebbe anche modo di oscurare siti stranieri “sgraditi” tramite firewall, sovversione dei DNS e filtraggio degli indirizzi IP. Tutto questo senza nemmeno richiedere e attendere l’intervento e la sentenza da parte di un giudice. E mentre c’è già chi grida a un modello di censura in stile cinese, le reazioni dal mondo online non tardano a farsi sentire. Dalle più estreme, come quelle degli hacker del collettivo Anonymous che ha già preso di mira il sito dell’Agcom, alle campagne online di petizioni e sensibilizzazione già fatte partire dai siti di Valigiablu e Avaaz.

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Dal mondo della politica l’unico ad aver preso posizione, al momento, è Antonio Di Pietro che esprime il suo pieno sostegno a chi si oppone alla delibera che definisce <<la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete>>, mentre esprimono i loro dubbi anche il Presidente di Agora Digitale – Luca Nicotra – che vedrebbe dietro questa manovra la mano di Mediaset, e il Presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione – Guido Scorza – che dichiara come l’eventuale approvazione di tale delibera sarebbe in aperto contrasto con la giurisdizione dell’Unione Europea.

L’Italia, tuttavia, non sarebbe il primo paese dell’Unione a vedere approvata una pesante legge per la censura del web. Dal Febbraio di quest’anno, infatti, in Spagna, la legge Sinde si propone di regolamentare la violazione del copyright sul web con procedure simili a quelle da adottare se la delibera Agcom venisse approvata. E se nella penisola iberica l’approvazione di tale legge è stata fra i motivi scatenanti del movimento degli “Indignados“, non rimane che chiederci quali rischi correrebbe l’Italia se il prossimo 6 Luglio l’Agcom dovesse spuntarla.

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Secondo Julio Alonso, presidente dell’impresa di media online “Weblogs”, i rischi per l’economia italiana non sarebbero pochi. A farne le spese per primi sarebbero i provider del nostro paese, che non potrebbero evitare la migrazione dei loro clienti verso provider di altri paesi per ovviare al rischio della cancellazione di siti e domini. Senza dimenticare la probabile diminuzione degli investimenti sull’informazione online: chi mai investirebbe in un paese con un tale livello di censura? Ultima, ma non meno importante, è l’incertezza giuridica. Nel dubbio se essere in violazione della legge o meno, un blogger o un giornalista indipendente potrebbe decidere di evitare ogni guaio e non pubblicare nulla o, peggio, lasciare l’Italia, alimentando quella fuga di cervelli che già colpisce fortemente il nostro paese.

Cosa fare dunque? In molti concordano: prima di ogni forma di protesta è necessario educare e informare l’opinione pubblica sui rischi concreti che la libertà d’informazione sta correndo oggi in Italia.

Andrea Pappalardo

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2 Responses to "Censura web. L’AGCOM minaccia la rete libera"

  1. paton  2011/06/30 at 19:46

    e io no pago piu internet staco tutto

  2. Giulio  2011/06/30 at 22:06

    Passate parola..

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