Vasco Rossi: un vulcano in via di estinzione?

Vasco Rossi: un vulcano in via di estinzione?

ZOCCA, 30 GIUGNO – Vasco Rossi, la rockstar musicale più popolare, amata, discussa e conosciuta in Italia dopo trenta anni di brillante carriera  “chiuderà i battenti”.

La notizia della sua uscita di scena è stata annunciata ai microfoni del tg1, in uno speciale curato da Vincenzo Mollica. L’effetto boomerang di questo clamoroso annuncio ha già percosso lo stato d’animo di alcuni suoi fan, come se i 21 anni dal primo sold out di San Siro fossero improvvisamente diventati le 21 pistole generatrici di colpi che nella canzone dei Green Day conducono alla distruzione sentimentale. 21 lacerazioni figlie di un disappunto perpetrato nei cuori di quei supporter contrari a tale scelta e destabilizzati dall’idea di non poter attingere più a quella carica di adrenalina che solo la melodia del re del rock italiano sa produrre.

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Questo tarlo di preoccupazione non ha motivo di esistere però, dal momento che  il mitico “Blasco” pur sentendosi simile a un vulcano in via di estinzione arrivato alle sue ultime colate di magia, ha comunque puntualizzato che non smetterà di occuparsi di musica e continuerà a scrivere canzoni e a organizzare concerti “di improvviso” come lui stesso ha sostenuto. Il “non avere più l’età” non deve essere avvertito come un grido di resa, ma una presa di coscienza intelligente frutto di saggezza, come il calciatore veterano che non tiene i novanta minuti e parte dalla panchina, Vasco non sta abbandonando il mondo del sound, sa solo di dover rallentare i suoi ritmi. Del resto, le sue parole nell’intervista sono una chiara lettura di ciò,  «a sessantenni uno non può più andare allo stadio», «sarà l’ultima tournèe».

Ecco che così, le performance estive appaiono un motivo in più per non perderle, un motivo in più per continuare ad amalgamare il canto delle sue note con i batticuori dei fan in un brivido di emozioni alle sue memorie, perché come tutti gli esseri umani anche gli artisti più esperti vanno in pensione. Un meritato riposo da una carriera di primo livello fruttata di inestimabili successi.  Seppur il suo “matrimonio artistico” con la musica, con il pubblico e con il palco volge al termine, il cantautore ha ancora tanto da offrire e da trasmettere. In attesa di scoprire quali saranno i suoi assi nelle maniche per il futuro, l’invito per tutti i “segugi” è quello di godersi le esibizioni estive senza porsi troppe domande. D’altronde, perché sorprendersi di questo “colpo di scena” quando ne il “Manifesto Futurista della Nuova Umanità”, brano del suo ultimo album “Vivere o niente” canta: “la vita si rinnova”, un chiaro segnale di un preannunciato, ma celato cambiamento? Nella sua attività artistica, “Blasco” ha spesso destato clamore e acceso “scintille di genio” che simili a fumate bianche e nere hanno sempre infiammato lo spirito dei suoi fedeli in ogni respiro e sospiro.

Il dimettersi da rockstar potrebbe solo essere come lo scarto di quella scatola di regalo dal quale esce fuori la testa malandrina di un giullare o clown: un semplice e solo scherzo birichino. Oppure, il patriarca del rock italiano potrebbe mettersi a servizio delle promesse della musica, offrendo il suo prezioso background come leva per nuove reclute e in attesa di un suo erede ufficiale. Nell’attesa di dispiegare il mistero di questa sua ultima sorprendente dichiarazione, l’augurio è che si ricordi che il popolo del rock: “gli vuole bene, non è che non l’ha mica capito?”.

Marco Pedullà

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