Tremonti si spinge ad un cauto ottimismo

Tremonti si spinge ad un cauto ottimismo

ROMA, 29 GIUGNO – Alla fine, Tremonti porta a casa  soddisfatto il “pacchetto unico” dei vari anni di intervento, una riforma fiscale che sarà a saldo zero, come ammettono Bossi e Frattini: “Sarà una rimodulazione, non una diminuzione”.
I ministri ottengono il riconoscimento’ da parte del superministro :”Mai visto Tremonti così dialogante” e quella “collegialità” nelle decisioni da sempre rivendicata, che si concretizza nella limitazione dei poteri di intervento: in pratica, se un ministro non dovesse riuscire a stare nel budget fissato dall’Economia, Tremonti potrà così presentare la sua controproposta per restare nei limiti, ma questa – prima di poter essere applicata – dovrà essere discussa e approvata “collegialmente” nel Consiglio dei Ministri. Finora, era direttamente il Tesoro che interveniva d’imperio sul ministro inadempiente. Fino al prossimo anno, osserva un ministro, “dovrà passare ancora tanta acqua sotto i ponti, non è detto che non si vada a votare in primavera”, oppure “potremmo intercettare la ripresa economica ed essere costretti a interventi meno pesanti”.

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Intanto, i ministri e i gruppi di maggioranza avranno 48 ore per studiare le carte che Tremonti ha consegnato: “Sono aperto ai vostri suggerimenti”. Un lasso di tempo, quello che separa dal Cdm previsto per giovedì pomeriggio, in cui qualche modifica potrà essere apportata, anche se “marginale”, riconoscono le parti in causa. Ma che si sia raggiunta una tregua lo dimostrano anche le parole di Giancarlo Galan, uno de ministri più critici verso Tremonti, che dopo la riunione ‘tecnica’ si spinge ad un “cauto ottimismo” sui fondi per la cultura.

L’unica incognita rimane la Lega dove Bossi tiene alta la tensione e fanno sapere che le carte verranno studiate con attenzione e che si verificherà la corrispondenza tra gli impegni presi a parole (la revisione del patto di stabilità interno a favore degli enti locali virtuosi e nessun intervento sulle pensioni) e la certezza dei testi scritti. Inoltre chiedere un intervento più deciso sui costi della politica e una maggiore selezione delle voci di “spesa inutile e assistenziale” su cui si può intervenire.

Maria Giuseppina Bauleo

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