Terremoto politico per la finanziaria e si sussurra il nome…

Terremoto politico per la finanziaria e si sussurra il nome…

ROMA, 28 GIUGNO – La manovra economica garantirà una giornata molto delicata per l’esecutivo, che diventerà oggetto di un dibattito serio e responsabile.

La bozza della manovra finanziaria prevede:

  • Uno stop agli aumenti di retribuzione, anche accessori, per il personale delle pubbliche amministrazioni, fino alla fine del 2014 con una proroga del turn over nel pubblico impiego ancora per un anno, ma esclude dalla stretta i Corpi di Polizia, i Vigili del Fuoco e agenzie fiscali.
  • Parte il processo di ‘spending review’ «mirata alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato, in caso di omessa trasmissione dei dati» relativi alla revisione della spesa degli enti interessati, senza motivata giustificazione entro il termine previsto, l’amministrazione competente riduce la retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili nella misura del 2%».
  • Per «le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria», il «requisito anagrafico di 60 anni, per l’accesso alla pensione» è incrementato «di un anno», in cui si sottolinea che «i requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati di un anno a decorrere dal 2014, nonchè di un ulteriore anno per ogni biennio successivo, fino al raggiungimento dell’età di 65 anni».

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Il ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano uscendo da Palazzo Grazioli, ha dichiarato che: «Dal prossimo mese i ministri non avranno lo stipendio, solo quello da parlamentare».

Prima del vertice decisivo tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, il ministro dell’Economia prima di entrare a Palazzo Grazioli, ai cronisti ha smentito le voci di presunte “dimissioni in tasca”. «No, in tasca ho solo una manovra molto seria e responsabile  E sarà una manovra nell’interesse dell’Italia e degli italiani». Inoltre ha aggiunto: «Chi parla in questi termini – assicura – non ha capito cosa sta succedendo sui mercati. Venerdì scorso lo spread tra Btp e Bund ha sfondato il record, pensavamo fosse finita, e oggi il differenziale ha raggiunto i 223 punti: 9 in più rispetto a venerdì».

Tremonti ha garantito che non metterà mai la firma su una manovra all’acqua di rose che possa «mettere a rischio i titoli pubblici e quindi i risparmi di milioni di famiglie italiane” e farci rischiare di “fare la fine della Grecia». Ma nè Bossi Berlusconi sembrano disposti ad ascoltarlo. L’arma forte di Tremonti è però la minaccia di un attacco fenomenale della speculazione. Il rischio c’è e il crollo simultaneo di tutti i titoli bancari lo scorso venerdì è stata un’avvisaglia di quello che potrebbe accadere. Intanto tra i nomi che si fanno strada in un possibile dopo Tremonti c’è Lorenzo Bini Smaghi. Membro del board della Bce, Bini Smaghi è in corsa per andare al vertice della Banca d’Italia dopo l’accordo raggiunto all’ultimo Consiglio europeo sulle sue dimissioni da banchiere europeo.

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Maria Giuseppina Bauleo

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