Rifiuti Napoli, città in rivolta. Procura apre inchiesta per epidemia colposa

Rifiuti Napoli, città in rivolta. Procura apre inchiesta per epidemia colposa

NAPOLI, 25 GIUGNO – La procura di Napoli ha aperto un fascicolo sulla drammatica emergenza rifiuti che ha colpito la città partenopea, ipotizzando il reato di epidemia colposa. La conferma in una nota del procuratore Lepore, ove si precisa che ci sono alcuni indagati in relazione alla nuova emergenza rifiuti, senza però fornire ulteriori dettagli sull’identità degli indagati.

Intanto la città è nel caos completo. Blocco quasi totale della circolazione, rivolte dei cittadini che esplodono senza sosta nei punti critici della città, e la scorta armata dei compattatori che trasporta a stento la ‘monnezza’ nei siti di stoccaggio.

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Hot spot della rivolta è il sito di Agnano,quartiere occidentale di Napoli. Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l’indifferenza del governo. Lo svincolo della tangenziale è stato bloccato per alcune ore, e dopo ore di protesta gli autocompattatori hanno finalmente iniziato la raccolta, aiutati dagli abitanti.

Il vero nodo della vicenda riguarda i siti dove verranno smalitite le tonnellate di rifiuti. La provincia di Napoli ha una sola discarica disponibile, Chiaiano,ormai sovrassatura. Può ricevere 800 t./giorno, mentre solo a Napoli se ne producono 1300.

A Roma infuriano le polemiche interne al governo sul decreto per l’emergenza rifiuti a Napoli. Berlusconi si dimostra ottimista: “Affronteremo il problema cercando le soluzioni più appropriate. Stiamo lavorando intensamente.”

Redazione

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