Maturità: difficile studio di funzione, facile la versione di Seneca

Maturità: difficile studio di funzione, facile la versione di Seneca

BOLOGNA, 24 GIUGNO – Difficile la seconda prova di maturità al liceo scientifico, più accessibile la versione di Seneca al liceo classico. Il giudizio sulla disparità della seconda prova per gli indirizzi scientifici e per quelli classici ha trovato concordi anche i docenti. Secondo Mario Rusconi, preside del liceo Newton di Roma “I docenti di matematica mi hanno confermato che l’ultima parte di entrambi i problemi era complessa. Anche quest’anno, insomma, la prova di indirizzo degli scientifici si è rivelata la più difficile”.

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Seneca al liceo classico è un habituée degli esami di maturità, dal 1960 a oggi è alla tredicesima presenza. Il giorno prima dell’esame il sito Scuolazoo aveva ipotizzato un testo di Seneca per la seconda prova, smentito poi dal Ministero dell’Istruzione e in effetti non uscito, che poi si è rivelato essere la Lettera a Lucilio “Il vero bene è la virtù”.

Negli altri indirizzi le tematiche hanno toccato l’Unità d’Italia (Istituti D’Arte) e il disastro di Fukushima (ai licei linguistici).

Nell’epoca della tecnologia, la fuga di informazioni è stata curata particolarmente ed è scappata qualche indiscrezione solo pochi minuti dopo l’apertura delle buste. “Ci hanno fatto lasciare cellulari e borse in un’altra aula, ma mi hanno detto che una ragazza è riuscita a nascondere l’iPhone e a ricontrollare la traduzione su internet” è la testimonianza titubante di alcune studentesse. Qualcuno si sarebbe affidato ai metodi tradizionali “La sorveglianza era difficile da eludere ma qualche suggerimento col labiale ci è scappato”.

Adesso qualche giorno di ripasso finale e poi gli studenti sono attesi lunedì prossimo per la temutissima terza prova multidisciplinare predisposta dalle commissioni.

Chiara Ripamonti

 

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