Berlusconi, maggioranza assoluta alla Camera. Fuori dal Parlamento infuriano le proteste

Berlusconi, maggioranza assoluta alla Camera. Fuori dal Parlamento infuriano le proteste

ROMA, 23 GIUGNO – “Voi dovreste girarvi e andare là dentro, per proteggere noi cittadini, e tirarli fuori tutti”. Sono le urla che una manifestante rivolge oggi  alle forze dell’ordine impegnate a proteggere l’ingresso di Montecitorio. Dentro, fuori.

Dentro, la maggioranza ottiene una vittoria importante sul voto di fiducia al decreto sviluppo, raggiungendo quota 317, la più alta da quando alcuni deputati sono passati all’ala opposta. “La maggioranza c’è, è forte e coesa, e non ha alternative: è l’unica in grado di garantire la governabilità del Paese” rincara Berlusconi, ripetendo sostanzialmente il discorso pronunciato ieri in Senato. “Non abbiamo seguito le sirene che ci invitavano a contrastare la crisi con stimoli fiscali cioé con maggiore spesa pubblica. Così, mentre molti Paesi raddoppiavano o addirittura triplicavano nel corso della crisi il loro deficit in rapporto al pil, l’Italia non e’ andata in quella direzione” prosegue il premier, affermando che il comportamento del governo in materia fiscale sia stato assolutamente responsabile e, grazie ad esso, l’Italia abbia potuto “contribuire al mantenimento della stabilità finanziaria e monetaria in Europa”.

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Fuori, divampa la protesta di precari, Cobas e studenti universitari che chiedono le dimissioni del governo, con slogan, lanci di ortaggi e fumogeni. Momenti di tensione in cui la polizia respinge qualche metro più indietro i manifestanti e uno di loro cade a terra, dopo essere stato strattonato da un agente in borghese.  Momenti di rabbia, che colpiscono soprattutto il premier e il ministro Brunetta, che pochi giorni fa si è lasciato andare in uno scatto d’ira indecifrabile nei confronti di alcuni giovani che gli stavano per rivolgere una domanda durante un convegno sull’innovazione.

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Dentro, i deputati del PdL tributano una “standing ovation” al discorso di Berlusconi, mentre gli esponenti dell’opposizione criticano su tutta la linea le parole del premier. “Abbiamo ascoltato tante chiacchiere”, afferma Bersani, “ho trovato tutto molto triste”, rincara D’Alema,  secondo il quale nel governo non c’è “ consapevolezza della gravità della situazione”.  “Il premier è ormai una barzelletta che non fa più ridere nessuno” commenta secco Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori.

Fuori, l’iniziativa di dissenso nei confronti del governo si disperde e riconvenge in vari punti della città, dopo aver trattato con le forze dell’ordine. La protesta continua in corteo lungo corso Vittorio Emanuele, mandando il traffico urbano in tilt, si affaccia davanti al Senato, risale per via Teatro della Valle, viene bloccata da un’altro cordone della polizia e ritorna a Montecitorio, dove il senatore Stefano Pedica dell’IdV si è fatto garante per ottenere l’autorizzazione.

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Francesco Brusa

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