Danilo Restivo: “Io non centro nulla con la morte di Heather Barnett”

LONDRA, 21 GIUGNO -“Io non centro nulla con la morte di Heather Barnett“. Lo ha dichiarato ieri Danilo Restivo, il 39enne potentino imputato dell’omicidio di Elisa Claps e di Heather Barnett, rispondendo alle domande posta dal suo avvocato, durante la sua deposizione al processo in corso in Inghilterra.

Danilo Restivo ha dichiarato di aver conosciuto Heather Barnett, sua vicina di casa nonché sarta di professione, due settimane prima del suo barbaro omicidio. La contattò per una questione relativa alle tende della stanza da letto di Fiamma. “Volevo farle una sorpresa, un regalo di Natale. Avevo in mente diversi colori, alla fine decisi per il verde. Ho incontrato Heather una sola volta, il martedì prima che venisse uccisa. Le diedi un asciugamano verde, dello stesso colore scelto per le tende, non ricordo dove l’avessi trovato”, afferma Restivo.

Heater Barnett fu assassinata tra le mura della sua abitazione il 12 novembre 2002. Restivo però ha un alibi: quel giorno sostiene di essere uscito di casa intorno alle 8.10 per prendere l’autobus ed ha fornito in aula la descrizione minuziosa e dettagliata del percorso effettuato: “Ero in iperventilazione quella mattina, mi girava un po’ la testa e percorsi quella strada molto lentamente. Poi ho atteso che arrivasse l’autobus. Sono arrivato al Nacro verso le 9, mi sono collegato ad internet e, fino alle 9.15, ho fatto alcune modifiche ad un progetto al quale stavo lavorando, come suggeritomi dal mio tutore”.

David Jeremy, cogliendo delle incertezze nella deposizione del suo assistito, ha chiesto ulteriori delucidazioni sulla rettifica effettuata da Restivo nel registro delle entrate. L’imputato ha risposto che si era dimenticato di firmare appena entrato e l’ha fatto successivamente, modificando la data.

Restivo insiste e continua a dichiararsi innocente e ribadisce di non aver ucciso nessuno e di aver confortato i figli della Barnett una volta tornato nella sua abitazione. La discussione si è poi spostata al 2004, quando Il volto di Danilo fu immortalato alle telecamere della polizia mentre si aggirava in un parco, secondo l’accusa per seguire giovani donne. “Ero andato lì per rilassarmi un po’ e godermi la natura, non per seguire qualcuno. Avevo portato degli abiti di ricambio perché non volevo tornare a casa sporco di sangue. I guanti erano per il freddo. Il coltello che mi è stato trovato in macchina, invece, l’avevo raccolto nel parco: c’erano dei bambini che stavano giocando in quell’area e non volevo si facessero male. Ho provato a far vedere alle autorità dove l’avevo trovato, ma non mi hanno dato ascolto, non erano interessati. I fazzoletti li avevo portati con me per raccogliere insetti da dare come pasto alle lucertole che avevo a casa”.
Il “ping pong” tra domande e risposta si sposta poi sugli ultimi interrogatori di Restivo e sulle intercettazioni ambientali dalle autorità tra Restivo e la moglie. I file audio di una conversazione tra l’imputato e la moglie, sottoposti al vaglio della giuria, indicano che  l’imputato aveva raccontato a Fiamma del coltello che gli era stato trovato in macchina, “nulla di cui preoccuparsi“. In un’altra si sente chiaramente Fiamma chiedere al marito se recentemente gli era capitato di tagliare ciocchi di capelli in autobus. Lui risponde di no.

In realtà Restivo, come hanno confermato alcuni testimone nel corso delle udienze precedenti, aveva tagliato alcune ciocche di capelli, ma lo nascose sia alla moglie che alle autorità: “Ho mentito a mia moglie perché non volevo che mi lasciasse. Ho mentito alle autorità perché non mi fido di loro, avrebbero usato questo fatto contro di me”.
Infine, il legale Jeremy pone la domanda chiave: “L’hai tenuto nascosto perché credevi che l’avrebbero collegato all’omicidio di Heather Barnett?” “Sì, io non ho avuto nulla a che fare con la morte di Heather Barnett“, conclude Restivo.

L’udienza è stata aggiornata a domani. Danilo Restivo dovrebbe essere nuovamente interrogato, stavolta dall’accusa.

Redazione


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