Sarah Scazzi, il braccio di ferro tra pm e legali di Cosima Serrano

Sarah Scazzi, il braccio di ferro tra pm e legali di Cosima Serrano

AVETRANA, 19 GIUGNO – Continua il braccio di ferro tra i pm della procura di Taranto e i legali di Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Due posizioni completamente antitetiche, nessun punto d’incontro fatta eccezione per alcuni particolari oggettivi delll’intricata inchiesta sul giallo di Avetrana.

La disputa tra “guardie e ladri” riguarda un intercettazione risalente al 23 maggio scorso inerente un colloquio tenuto in carcere da Cosima Serrano con il marito Michele.
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Un colloquio in puro dialetto tarantino ma, secondo la Procura della Repubblica di Taranto che l’ha inserito tra gli atti consegnati al Tribunale del Riesame che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione presentata dai legali difensivi Luigi Rella e Franco De Jaco, conterrebbe una prova esplicita del tentativo di “Mimina” di manipolare e fare pressioni sul marito Michele Misseri e di convincerlo nel caso specifico ad attribuirsi la responsabilità della violenza sessuale sul cadavere della nipote 15enne, Sarah Scazzi.

In completa antitesi l’interpretazione del pool difensivo. «Abbiamo illustrato la nostra memoria», ha dichiarato ieri ’avv. Nicola Marseglia, uno dei difensori di Sabrina Misseri, al termine dell’udienza del Tribunale del Riesame. «Cosima Serrano lo sollecitava, indipendentemente da qualsiasi pressione che poteva ricevere dai media o da terzi, a dire la verità circa i suoi atti e di dirla esclusivamente ai magistrati»,
Infine, il legale conclude «è una richiesta di verità quella che la nostra assistita pone al marito Michele Misseri».

Redazione

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