Inchiesta P4, la strana storia del maresciallo dei Ros

ROMA, 19 GIUGNO – La maxi inchiesta sulla P4 condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli e coordinata dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock ha portato all’arresto di Luigi Bisignani e alla richiesta di custodia cautelare in carcere per il deputato del Pdl Alfonso Papa, che sarà discussa mercoledì 22 giugno dalla Giunta della Camera.

Associazione a delinquere e violazione del segreto istruttorio i reati ipotizzati. Per gli inquirenti il “metodo” della cricca è basato su dossier e ricatti finalizzati a pilotare le nomini nei grandi enti e le assegnazioni di appalti pubblici milionari.

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Bisignani e Papa non sarebbero gli unici protagonisti dell’operazione. Un ruolo, per nulla secondario, lo avrebbe svolto Enrico La Monica, maresciallo dei Ros, irreperibile dal dicembre 2010. Secondo l’impianto accusatorio La Monica usava i suoi poteri per acquisire notizie coperte dal segreto di Syato anche mediante accessi abusivi alle banche dati Sdi del Ministero dell’Interno. Sempre secondo l’accusa le informazioni venivano successivamente usate da Alfonso Papa e Luigi Bisignani per estorcere e ottenere blasone e favori.

La Monica, sempre secondo i pm, prometteva di diventare una fonte dei segreti investigati dell’ex governatore Bassolino e in cambio chiedeva al direttore editoriale dell’Avanti, Valter Lavitola, amico intimo del Cavaliere, una raccomandazione per l’assunzione nei servizi segreti. La Monica era riuscito a ottenere in breve tempo un colloquio ai massimi livelli, ma l’inchiesta sulla P4 avrebbe frenato l’escalation.

La conferma giunge direttamente dalle parole di Luigi Bisignani, che il 9 marzo 2011 dichiara ai pm: “Alfonso Papa mi disse che il maresciallo La Monica si era rivolto a Lavitola per essere raccomandato per entrare all’Aise; tale circostanza me l’ha riferita il colonnello Sassu – trade d’unione tra il sottosegretario Gianni Letta e i servizi segreti – che  mi disse che il Lavitola aveva raccomandato il predetto maresciallo a Berlusconi che aveva poi parlato con qualcuno dell’Aise”. Lavitola però smentisce tutto.

Secondo la procura di Napoli però le intercettazioni telefoniche sull’utenza di Lavitola sono un “conforto dell’attendibilità di quanto riferito da Bisignani”.

Redazione

One Response to "Inchiesta P4, la strana storia del maresciallo dei Ros"

  1. mogol_gr  2011/06/22 at 04:03

    D’accordo sul ruolo “limitrofo” di Bisignani che é di pulire gli avanzi di chi gli sta “sopra”.

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