Bologna, lui diventa lei dopo il matrimonio: coppia costretta a divorziare

Bologna, lui diventa lei dopo il matrimonio: coppia costretta a divorziare

BOLOGNA, 17 GIUGNO – Se cambi sesso e sei sposato, sei costretto a divorziare. E’questa la decisione della Corte d’Appello di Bologna che ha imposto lo scioglimento del matrimonio ad Alessandra Bernaroli e sua moglie, nonostante i due coniugi non l’avessero richiesto.

Il problema è sorto nel 2009, quando Bernaroli ha deciso di  operarsi per diventare una donna a tutti gli effetti e si è recata nel comune di Bologna, dove la coppia risiede, per modificare i dati anagrafici sulla sua carta d’identità. Per ottenere questo cambio, però, è stato anche necessario dichiarare che lo stato civile di Alessandra “non fosse documentato”, creando due nuclei familiari distinti seppur sotto lo stesso tetto. A questo punto le due donne si sono rivolte al tribunale di Modena, dove si sono sposate con cerimonia civile e religiosa nel 2005: i magistrati hanno dato loro ragione, spiegando che un funzionario comunale non può sciogliere un legame giuridico ritenendo però, allo stesso tempo, necessaria una sentenza. Sentenza che non è stata favorevole, stabilendo la fine del matrimonio: due persone dello stesso sesso, in Italia, non possono essere sposate.

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Non ci sto a rinunciare al mio matrimonio”– afferma Alessandra all’Adnkronos– “E’ un vero e proprio divorzio di Stato. Ma io non mi arrendo, nonostante questa vicenda stia minando il rapporto tra me e mia moglie. Non vogliamo divorziare, non lo abbiamo mai voluto – assicura – ma è quel che sta tentando di farci fare lo Stato”.

Il legale dei Bernaroli ha sottolineato come la legge sul divorzio preveda sì il cambio di sesso come una delle cause, ma solo se espressamente richiesto dall’altro coniuge: requisito che in questo caso manca. Il divorzio imposto causerà molti problemi alla coppia: per esempio la perdita dei diritti sulla comunione dei beni e sul mutuo della prima casa, oltre a quelli di carattere burocratico.Non mi arrendo, non mi arrenderò mai. La battaglia non è ancora persa e ricorrerò in Cassazione” promette Alessandra.

Mariangela Celiberti

 

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