Omicidio Melania Rea: l’ultima bugia del marito soldato

ASCOLI PICENO, 17 GIUGNO – Che Salvatore Parolisi fosse un uomo dalle mille sorprese si era percepito fin dalle ore della scomparsa della giovane moglie Melania Rea, lo scorso 18 aprile. Di bugie ne ha raccontate diverse, quasi sempre smascherate dai fatti e dalle domande insistenti degli inquirenti. E a due mesi dal tragico ritrovamento del corpo, martoriata da trenta coltellate, della giovane mamma di Somma Vesuviana, Salvatore Parolisi è ancora al centro del puzzle con un’altra dimenticanza/bugia piuttosto pesante dal punto di vista delle indagini sull’omicidio della Rea.

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Nei giorni scorsi un testimone affermava di aver visto il caporal maggiore del 235° Reggimento Piceno  mentre raccoglieva qualcosa, forse un cellulare, nascosto poco distante dagli spogliatoi del campo sportivo di Villa Pigna. Parolisi era tornato il venerdì precedente a Folignano – frazione di Ascoli Piceno -  per chiedere in caserma una nuova licenza e, appena prima di ripartire per il suo paese, sarebbe andato nello spiazzo di Villa Pigna, dove il testimone lo avrebbe notato mentre armeggiava, cercando qualcosa nel campo, dove era solito andare a correre. La conferma dell’attendibilità della testimonianza ha mosso, nuovamente, gli inquirenti verso Parolisi che ha spiegato di aver gettato il telefonino che usava per parlare con Ludovica, la soldatessa con la quale avrebbe avuto una relazione. Peccato che proprio quel cellulare doveva trovarsi, così come inizialmente lo stesso Parolisi aveva affermato, in una discarica poiché l’aveva gettato in un cassonetto dei rifiuti proprio durante i giorni della scomparsa di Melania. Ma le bugie non sono finite. Davanti alla testimonianza precisa dell’uomo che l’aveva visto nel campo sportivo di Villa Pigna, il caporal maggiore ha affermato ai parenti della giovane donna: “Sono stato in quel prato di Villa Pigna per raccogliere un fiore per Melania”. Ari- peccato che in quella zona, così come hanno dimostrato le immagini del Tg regionale, trasmesse anche nell’edizione nazionale del Tg1, il campo sia completamente deserto e di un fiore non c’è nemmeno l’ombra. Salvatore Parolisi, continua a pronunciare affermazioni che rettifica solo dopo che i fatti lo mettono con le spalle al muro.

Gli avvocati Walter Biscotti e collega Nicodemo Gentile – a cui recentemente si è rivolto Salvatore pur non essendo indagato – ribadiscono l’innocenza del loro cliente. Intanto oggi inizieranno le analisi sul telefonino nascosto da parte dei Ris. Riusciranno finalmente a rintracciare le risposte che tutti aspettiamo?

Federica Palmisano

5 Responses to Omicidio Melania Rea: l’ultima bugia del marito soldato

  1. artemisia 2011/06/17 at 14:16

    Speriamo che ci siano in giro pochi mariti bugiardi come Parolisi. Secondo me Melania sapeva ma non voleva vedere. Quanto a dire che la donna è morta per difendere dei valori, come dicono i suoi, ho dei dubbi.Non si difendono i valori piegando la testa o nascondendola sotto la sabbia.

  2. Sensitivo 2011/06/17 at 17:19

    Credo proprio anch’io che oramai siamo alle strette finali, come scrivete. Salvatore fa ancora il “gallo” canterino perchè ritiene che gl’investigatori siano degli sprovveduti, e non si accorge che gl’inquirenti, e non l’opinione pubblica della quale poco si cura, gli stanno mettendo il cappio attorno al collo, e fra qualche giorno, dopo i risulatti dell’autopsia e delle analisi dei tabulati telefonici, glielo stringerannno ben forte, fino a soffocarlo, inchiodandolo alle sue responsabilità.

  3. lucilla 2011/06/18 at 00:04

    Pienamente d’accordo. Pur con tutto il rispetto che si deve ad una donna morta, credo che se avesse saputo avrebbe dovuto liberarsi di un simile cialtrone.
    Sarebbe ora di finirla con una certa mentalità arretrata secondo cui una donna deve sopportare le infedeltà del marito in nome dell’onore della famiglia; perdonare il coniuge che tradisce non comporta alcuna garanzia che il fatto non si ripeterà, come dimostra appunto questa storia, visto che quest’uomo aveva fatto delle scappatelle un vero e proprio vizio.
    Una moglie, come del resto un marito, dovrebbe pretendere una fedeltà che nasce dal rispetto reciproco. Quest’uomo ha dimostrato solo di non avere il minimo rispetto per la moglie.
    Non credo che tenersi il marito fedifrago sia un valore da difendere: a che scopo tenersi uno così? Che genere di educazione può dare un tipo simile ai figli?
    Povera Melania: è vero che l’amore non si sceglie, ma possibile che si sia accontentata di così poco?
    Lucilla

  4. Antonio 2011/06/18 at 09:19

    Sì, le supposizioni intorno al comportamento di Salvatore sono importanti ai fini delle indagini, perché il delitto di Melania è maturato proprio all’interno del nucleo familiare Parolisi-Rea, a causa dei rapporti extraconiugali del caporalmaggiore. Il movente o meglio i moventi sono già evidenti: la relazione di passione, amore e sesso per Ludovica, forte ed attuale, come prova la storia del felefonino nascosto nel campetto sportivo, la minaccia della moglie di denunciare lo scandalo della doppia vita del marito con le soldatesse, il dovere di passare gli alimenti a moglie e figlia nella separazione con addebito per colpa dei molti tradimento ed infedeltà.

  5. lucilla 2011/06/19 at 00:00

    Quel che sembra strano è il comportamento di quest’uomo: continua con le bugie, anche ingenue, pur avendo constatato che viene sempre sconfessato dai fatti.
    Anche se è vero che il ritrovamento del cellulare non ha molta importanza dal punto di vista delle indagini, visto che i relativi tabulati erano già noti, tuttavia rimane il fatto che quest’uomo ha detto un’altra bugia, insostenibile al pari delle altre. Possibile che sia così stupido? Dà l’impressione di nascondere qualcuno con bugie inverosimili.
    Lucilla

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