Maroni rimanda a Pontida il destino di Berlusconi

Maroni rimanda a Pontida il destino di Berlusconi

MILANO, 17 GIUGNO – Durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri: Silvio Berlusconi  prova ad elargire ottimismo ma quando i giornalisti chiedono se il governo terrà il Ministro Maroni lo gela :”Rimando a Pontida, dove Berlusconi ci ascolterà attentamente”, una frase,  che fa contrarre il volto del premier. Poi il ministro  aggiunge, stringendo il braccio del presidente del Consiglio: «E Berlusconi ascolterà con attenzione». A quel punto il Cavaliere riprende la parola e rassicura: con la Lega nessuno strappo, «non c’è alternativa a questa maggioranza e a questo governo». Maroni non aggiunge altro.

Prima che il Cdm avesse inizio, era stato proprio Umberto Bossi a far salire la temperatura, con un gesto inequivocabile, quello del pollice verso, corretto subito dopo dalla portavoce. Ai giornalisti che lo attendevano all’uscita dalla Camera e che gli chiedevano se il governo andrà avanti, il leader leghista aveva appunto risposto con il pollice verso. Un significato univoco se non fosse per la correzione successiva. «Era rivolto ai giornalisti, non al governo».

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I riflettori restano inevitabilmente puntati sull’appuntamento di domenica a Pontida, dove si svolgerà il tradizionale raduno della Lega. E dove, per la prima volta in 27 edizioni, a parlare dal palco al popolo del Caroccio sarà solo il Senatùr. «Io avevo dichiarato che se avessimo perso il referendum, il governo sarebbe stato in difficoltà, sono stato facilissimo profeta.

Resta però la sensazione, diffusa nella Lega, che dal ‘Capo’ non arriveranno strappi: la richiesta di disimpegno dalla Libia è già stata formulata forte e chiara, così come il pressing su Tremonti per una riforma fiscale che premi i ceti di riferimento e per l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno sui Comuni virtuosi.  La Lega ha dichiarato che è tutto a posto e che il pollice verso di Bossi non riguardava il futuro del governo, ma era rivolto ai cronisti, «era una condanna in toto della classe giornalistica».

Nelle intenzioni di Silvio Berlusconi la riforma fiscale dovrebbe contribuire allo scopo di prolungare la vita della legislatura. Per questo motivo oggi,  ha avuto un nuovo colloquio con il ministro dell’Economia, facendo slittare di quasi un’ora il Consiglio dei ministri. Da Tremonti arrivano segnali di cautissima apertura, conditi però dal costante richiamo al rigore dei conti pubblici. Le soluzioni, sembra inoltre dire il ministro in quasi ogni uscita pubblica, non saranno del tutto indolori e non necessariamente ‘popolari’.

Non popolare rischia di diventare per il governo infine il caso P4. Il timore,  è che l’inchiesta possa lambire altri esponenti del centrodestra. Questa mattina a Palazzo Grazioli si è tenuto un vertice tra il premier, Gianni Letta, Angelino Alfano e Niccolò Ghedini. La preoccupazione, è una nuova ondata di rivelazioni sulla stampa, se non addirittura l’emergere di nuovi indagati.

Maria Giuseppina Bauleo

 

One Response to "Maroni rimanda a Pontida il destino di Berlusconi"

  1. gioca  2011/06/17 at 11:02

    ormai è tutto stabilito e a pontida si formalizzera’ : IL TROTA PREMIER

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