Rosita, la mucca clonata per il latte umano

Rosita, la mucca clonata per il latte umano

BUENOS AIRES, 12 GIUGNO – Il National Institute of Agrobusiness Technology, ha diffuso la notizia che in Argentina è nata la prima mucca in grado di produrre latte materno grazie ad alcuni geni umani inseriti nel proprio Dna. Il latte “potenziato” contiene due sostanze protettive contro le infezioni che non si trovano in quello prodotto naturalmente dall’animale. La mucca clonata si chiama Rosita ed è nata il 6 aprile con un parto cesareo dovuto al fatto che alla nascita pesava 45 chilogrammi, il doppio di un bovino normale, e quando sarà adulta produrrà latte simile a quello materno umano.

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Gli scienziati hanno inserito nel Dna della mucca i geni che producono la lattoferrina, una proteina che rinforza il sistema immunitario, e il lisozima, un’altra sostanza antibatterica. Anche se i ricercatori dell’università di San Martin affermano che questo è il primo caso del genere al mondo,  anche dalla Cina è venuto un annuncio simile, gli scienziati della Chinàs Agricultural University di Pechino hanno affermato di avere un’intera mandria di 300 mucche transgeniche che già producono un latte simile a quello umano di cui si stanno testando le caratteristiche.

La biologa Michela Kuan, responsabile Lav vivisezione  sostiene che:“le applicazioni commerciali di tale latte sono dubbie, andando probabilmente ad alimentare un business tipico dei Paesi ricchi, dove sempre più donne ricorrono al cesareo e all’allattamento artificiale per ragioni non mediche, e non andrà a tamponare situazioni di grave denutrizione nelle fasce del mondo più povere. Inoltre, il problema legato ai primi giorni di allattamento e il conseguente trasferimento della barriera anticorpale tra madre e figlio, non sarebbe ovviato; anzi, si introdurrebbero problemi di possibili virus silenziosi ed effetti indesiderati non preventivati».

Gli italiani non sono ancora pronti a consumare simili prodotti quasi 3 persone su quattro non darebbero mai ai loro bambini latte materno ottenuto da mucche geneticamente modificate, afferma la Coldiretti sulla base di un’indagine Eurobarometro. Secondo l’associazione in Italia si starebbe riscoprendo il latte d’asina, valida alternativa al latte materno per i bambini con allergie gastrointestinali e ottimo alimento per le persone più anziane, per l’elevato contenuto di calcio.

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Maria Giuseppina Bauleo

One Response to "Rosita, la mucca clonata per il latte umano"

  1. Mikahel  2011/06/12 at 13:11

    Siamo alla frutta! Per salvare le tette delle “mamme” moderne i prossimi figli non si sapra’ se cresceranno da esseri umani o bovini!

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