Cesare Battisti vuole vivere in Brasile

Cesare Battisti vuole vivere in Brasile

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BRASILIA, 12 GIUGNO – Luiz Inacio Lula da Silva, ex presidente brasiliano, interviene sulla scarcerazione e la mancata estradizione in Italia dell’ex terrorista Cesare Battisti. Una dichiarazione che non potrà lasciare indifferenti i familiari delle 4 persone uccise alla fine degli anni Settanta (omicidi per cui è stato condannato in contumacia a due ergastoli). Secondo quanto ha dichiarato alla stampa l’ex presidente brasiliano: “La decisione che ho preso è esattamente conforme al trattato di estradizione con l’Italia. Penso che sia normale – continua – che qualche persona possa reclamare, mentre altre siano felici, ma il Brasile non poteva rinunciare alla sua sovranità“.

Le reazioni italiane sulla decisione della Corte suprema brasiliana di non estradare l’ex terrorista rosso non si sono fatte attendere. Il premier, Silvio Berlusconi, si è detto “rammaricato” per la decisione, ma ha fatto sapere che “continueremo la nostra azione”. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini: “prende atto con profondo rammarico” della sentenza, ma ribadisce, “pur rispettando la decisione”, “il convincimento del governo italiano, condiviso da tutte le forze politiche e dall’opinione pubblica, in merito alla fondatezza della richiesta di estradizione. Non posso non rilevare – prosegue il titolare della Farnesina – come la decisione odierna del massimo organo giudiziario brasiliano, oltre ad offendere il diritto alla giustizia per le vittime dei crimini di Battisti, appaia contraria agli obblighi sanciti dagli accordi internazionali che legano i due Paesi, peraltro accomunati da profondi e antichi legami di amicizia e consanguineità“.

Silenzio assoluto dal Quirinale, uno stato d’animo sintetizzabile con due parole: “incomprensione” e “dolore”. Incomprensione per una scelta che non ha fondamento di alcun tipo e dolore per le vittime del terrorismo ed i loro familiari, anche perché in passato, Giorgio Napolitano si era esposto in prima persona.

Intanto, Cesare Battisti, appena liberato non ha fatto commenti, proprio per non sollevare polemiche  in Italia, ma parla volentieri del suo futuro, da scrittore, perché “la letteratura, è il mio lavoro”. Inizierà presto a raccontare la sua esperienza carceraria, dedicandosi alla stesura di “un’autobiografia romanzata”. La sua vita non sarà l’unico tema del libro, il racconto prenderà forma attraverso la narrazione delle vicende di altri compagni di detenzione: “Ogni prigioniero ha la sua storia. Ogni prigioniero è una finestra del Brasile”. Un Paese, nel quale Cesare Battisti intende rimanere, motivo per cui ha già inoltrato richiesta di visto al competente Ministero del Lavoro. La commissione esaminerà il suo caso nella prossima riunione del 22 giugno.

Maria Giuseppina Bauleo

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One Response to "Cesare Battisti vuole vivere in Brasile"

  1. Fabio Barbiero  2011/06/13 at 13:57

    Chiedo scusa al (mio) popolo italiano per la liberazione del terrorista Cesare Battisti

    Scrivo questa lettera coperto di vergogna e desolazione. Un profondo sentimento di amarezza e colpa mi invade, perché nel momento in cui scrivo queste righe, riesco a sentire il canto degli uccelli, provo a sentire il vento che viene del mare, vedo la gioia di alcuni bambini che giocano per la strada. Mi sento in colpa sapendo che le vittime brutalmente massacrate da Cesare Battisti non sono più con i loro carissimi parenti, non possono più contemplare nuovi orizzonti, né vivere nuove esperienze. Purtroppo, loro malgrado e senza colpa, si sono trovate nel momento sbagliato nel posto sbagliato, dunque non potranno mai più sentire l’odore del caffè nella cucina, le risate dei bambini, il canto degli uccelli…

    Constato con amarezza che il paese dove sono nato – afflitto dai propri problemi – ha deciso di offrire al mondo la peggiore dimostrazione di impunità: non bastava negare l’estradizione di Battisti, il colpo finale è stato l’immediata liberazione di quel terrorista. Quando l’ ho visto e l’ho sentito dichiarare “scelgo Rio de Janeiro come la mia nuova casa” ho ricevuto io quello schiaffo. Sono uscito per comprare i giornali con la testa bassa evitando altri sguardi, temendo che vedendomi qualcuno avrebbe potuto dire: quello è brasiliano, vigliacco amico del terrorismo!!!

    Vorrei che il paese in cui sono nato fosse conosciuto in Italia per la generosità e la bontà della sua gente e per il rispetto della democrazia, non come il paese che dà rifugio ai terroristi fuggiti dalla legge.

    Un paese di contrasti – cosi è il Brasile. Sono cresciuto durante il regime militare brasiliano, ascoltando i miei che dicevano che eravamo il “paese del futuro”, che sarebbe arrivato un giorno in cui le persone non avrebbero più avuto fame, l’analfabetismo sarebbe stato sradicato e soprattutto che il paese sarebbe divenuto uno stato caratterizzato dalle istituzioni democratiche ove tutti sarebbero stati uguali di fronte alla legge.

    Nipote di italiani emigrati, da sempre ho imparato ad amare e ammirare l’Italia, pure mio paese. Ho scelto di vivere qui avendo capito che, a parte i tanti problemi, la nostra Italia è dotata di uno spirito meraviglioso, una capacità straordinaria di superare ogni ostacolo – basta guardare indietro e ricordare quante battaglie abbiamo superato – ed eccoci qua!!! Stiamo celebrando il 150º anno della nostra Unità.

    Pertanto chiedo scusa al popolo italiano – in particolare alle vittime del terrorismo – anche a nome di migliaia di italo-brasiliani che come me hanno gli stessi sentimenti di vergogna, delusione e indignazione per questa decisione del governo brasiliano. Chiedo scusa ad Alberto Torregiani e gli voglio dire che il sentimento dell’indignazione tormenta certamente il cuore di tutti coloro nelle cui vene scorre sangue italiano, anche se sono nati in qualche paese lontano.

    Fabio Barbiero
    Livorno – Italia

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