Liberazione Battisti: indignata l’Italia, libertà ritrovata secondo Le Monde

Liberazione Battisti: indignata l’Italia, libertà ritrovata secondo Le Monde

ROMA, 9 GIUGNO “Ha prevalso la politica sul diritto…il primo tempo lo ha vinto il terrorismo e lo ha perso la comunità di paesi che ritengono che il mondo non dovrebbe aiutare un terrorista”, così ha commentato il Ministro degli Esteri Frattini la scarcerazione di Cesare Battisti, l’ex terrorista rosso la cui estradizione in Italia è stata negata oggi dal Tribunale Federale brasiliano. Amareggiato e indignato assicura che la Farnesina si rivolgerà presto al Tribunale Internazionale dell’Aja.

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Da ogni parte le reazioni in Italia sono d’indignazione, amarezza e rabbia. Il Presidente della Repubblica prende una posizione netta contro la decisione della Corte Suprema verdeoro, che definisce “deplorevole” non soltanto in quanto lesiva degli accordi tra Italia e Brasile, ma soprattutto perché irriguardosa degli sforzi e del significato della lotta al terrorismo nel nostro paese. Si dichiara, infine, pronto ad “appoggiare ogni passo che l’Italia vorrà compiere, avvalendosi di tutte le istanze giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle convenzioni internazionali.
Anche Silvio Berlusconi ritiene la decisione un’offesa alle “legittime aspettative di giustizia del popolo italiano” e fa eco a Frattini annunciando un prossimo ricorso al Tribunale Internazionale. “E’ un responso che non corrisponde alla realtà, che ferisce il nostro senso di giustizia, e ferisce coloro che hanno subito quelle vicende”, ha dichiarato il premier.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini si augura che il governo italiano continui a lavorare per assicurare Cesare Battisti alla giustizia, “garantendo il rispetto degli accordi internazionali vigenti tra i due paesi, e ristabilendo i principi della civiltà giuridica violati da una sentenza che turba profondamente il senso di giustizia del popolo italiano”.

Per i famigliari delle quattro vittime i cui omicidi sono stati attribuiti a Battisti la decisione del Tribunale Federale di Brasilia, per quanto non inaspettata, costituisce un altro affronto doloroso alla memoria dei loro cari.

Cariche di rabbia le parole di Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pierluigi ucciso dai Pac (Proletari armati per il comunismo), che, colpito da una pallottola sparata dal padre nella colluttazione con i terroristi, è rimasto da allora in sedia a rotelle: “Non mi fermo sicuramente qui. Oggi mi consulterò con gli avvocati, sono pronto a rivolgermi anche alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja”, ha dichiarato.

Maurizio Campagna, fratello di Andrea, l’agente ucciso nel ’79, in un agguato poi rivendicato dal Pac, reagisce con indignazione a quella che considera una vera a propria beffa “Andrea aveva 25 anni quando venne ammazzato, reo di esser stato visto in tv mentre arrestava dei terroristi coinvolti nell’agguato di Torregiani. Era un proletario, un semplice poliziotto …. ma quando nella giustizia si intrufolano politica e lobby finanziarie si creano devianze pericolose, e la giustizia smette di essere giusta”. Secondo Sabbadin, figlio di Lino, il macellaio di santa Maria di Sala (Venezia) le istituzioni italiane hanno fanno il possibile.

Alessandro Santoro, figlio del direttore delle carceri di Udine, ucciso nel 1978 e prima vittima dell’ex terrorista rosso, si dice esterrefatto e sconcertato per“spettro dell’impunità che indebolisce la fiducia nelle relazioni democratiche internazionali”. Santoro si dice scettico anche riguardo a un ricorso all’Aja:  “può solo dichiarare una versione autentica di interpretazione di un trattato bilaterale tra i due Paesi, forse poteva creare una soluzione politica prima della discussione del caso.” E aggiunge: “Non so perché non ci sia stato prima un incontro tra Italia e Brasile”.

Indignazione e il massimo appoggio viene offerto dal presidente dell’Associazione italiana vittime del terrorismo (Aiviter), Dante Notaristefano (scampato egli stesso nel ’78 a un attentato delle BR) si dice stupito dell’immagine che il sistema carcerario italiano ha all’estero: “…A partire dalla Francia passando per il Brasile, hanno vissuto l’estradizione come uno spauracchio, come se l’Italia non garantisse, bensì violasse, i diritti dei detenuti. Dimenticando che quasi tutti gli ex terroristi degli anni di piombo ormai sono fuori dai penitenziari.

All’estero, invece, la liberazione di Battisti ha suscitato opinioni diverse. In Brasile, dove è stato accolto all’uscita dall’aula con applausi e grida da amici e simpatizzanti, il quotidiano nazionale O Globo descrive la liberazione di Battisti come una vittoria di una lunga battaglia legale. Riporta le parole dell’avvocato Barroso, per il quale la decisione è “moralmente legittimo e giusta”, che aveva denunciato il pericolo per il suo cliente di essere condannato per ciò che era finito per rappresentare piuttosto che per ciò che è.

Dal canto suo Le Monde, che definisce Battisti un ex-activiste, ex-attivista che si è sempre dichiarato innocente dei delitti attribuitigli, titola «Brasile: Cesare Battisti ritrova la libertà» e sottolinea come la decisione della Suprema Corte di Brasilia segni  la chiusura definitiva dell’intera controversia.

Beatrice Occhini

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