Verso i Referendum, Napolitano: “Votare è un diritto e un dovere del cittadino”

Verso i Referendum, Napolitano: “Votare è un diritto e un dovere del cittadino”

ROMA, 8 GIUGNO – Domenica e lunedì prossimo, 12 e 13 Giugno, sarà la volta del Referendum che tanto fa discutere e parlare da qualche mese a questa parte. Un referendum sul quale si è già pronunciato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che a termine di un convegno alla Camera su Cavour e sull’Unità d’Italia,  ha detto a gran voce che andrà a votare al referendum. Napolitano, infatti, ha affermato che “un vero elettore fa sempre il suo dovere di cittadino” e domenica prossima andrà a farlo. Come ben sappiamo, in ogni referendum l’incognita è il raggiungimento del quorum, il 50%+1, che secondo Bersani, presidente del Pd, è un risultato “arduo, ma possibile da raggiungere“.

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Tra le varie leggi mandate al referendum vi è quella sulla privatizzazione dell’acqua, sulla quale Bersani rincalza ed attacca Andrea Ronchi : «Uno che non conosce la differenza tra liberalizzazione e privatizzazione forzata, non dovrebbe avere la patente di ministro». Se Napolitano ha dichiarato la sua partecipazione al voto, non manca la voce di chi invece ha deciso di non andarci. Tra questi il ministro degli Esteri Franco Frattini che dichiarato : «La prossima tornata referendaria si è trasformata all’improvviso pro o contro il governo e Berlusconi». Differente la posizione di Di Pietro, leader dell’Idv, che invece vuole puntare l’attenzione sui temi importanti sui quali verterà questo referendum. Non bisogna parlare di ideologie politiche o bandiere di partito, ma secondo Di Pietro questi «sono temi che interessano tutti: l’acqua, il nucleare, la legalità. Perciò invitiamo a votare tutti i cittadini, anche quelli di centrodestra».

Anche il mondo cattolico si è messo in gioco e di fatti la stessa Aziona Cattolica si è fatta promotrice di messaggi ed inviti a far si che la gente possa andare a votare su quesiti di importanza estrema per gli esseri umani, perché un bene come l’acqua va protetto, tutelato e concesso a tutti gli uomini.

Dalla parte sua il Terzo Polo, dopo un vertice che si è svolto a Montecitorio tra i leader Fini ( Fli), Casini (Udc) e Rutelli (Api) ha deciso ieri la propria linea di azione : si voterà con due noi ai quesiti relativi all’acqua, mentre per gli altri due libertà di voto. Allo stesso tempo nel Fli convergono differenti prese di posizione e c’è chi è in favore di ben quattro si alle quattro domande referendarie. Posizioni che provengono dall’ala movimentista del partito con Granata, Perina e Buonfiglio. L’Udc invece ha richiesto che venga concessa la possibilità di far votare anche gli studenti e i lavoratori fuori sede, proprio perché questo referendum deciderà per alcune leggi di importanza nazionale. Intanto il Comitato promotore del referendum contro il nucleare, su cui si voterà,  ha fatto nuovamente una richiesta di intervento all’Agcom verso la Rai, ma questa volta in maniera efficace, visto che le informazioni sul voto e sul referendum appaiono ad oggi ancora inadeguate, poco chiare e peraltro in orari assolutamente non di punta.

Una scelta quella della Rai di tenere lontano buona parte dell’elettorato con una cattiva informazione, degna di quella televisione che da qualche anno a questa parte ha letteralmente devastato il palinsesto televisivo di una televisione oramai non più pubblica, ma sempre più di Stato!

Emanuele Ambrosio

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