Scandalo Calcioscommesse: il commercialista Giannone, Beppe Signori e la cricca bolognese

Scandalo Calcioscommesse: il commercialista Giannone, Beppe Signori e la cricca bolognese

CREMONA, 5 GIUGNO – Nel lussuoso studio di Bologna appartenente al commercialista Francesco Giannone, base in cui si sarebbero tenute le riunioni per pianificare le partite di interesse della cricca degli scommettitori “Bolognesi”, gli investigatori della Squadra Mobile hanno scoperto circa 450 mila euro in assegni e altri titoli che potrebbero comprovare lo scambio di denaro tra i partecipanti al gruppo.

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Secondo fonti investigative si tratterebbe di garanzie rilasciate dai giocatori Paoloni e Bellavista, oltre che di Erodiani, titolare tramite una società fiduciaria di agenzie di scommesse. In pratica se non si fossero verificati i risultati pattuiti  a tavolino con i 3 calciatori, gli scommettitori bolognesi si sarebbero rifatti con quei titoli dalle somme perse con le scommesse.

“Giannone era all’interno di un meccanismo in cui c’erano persone più importanti di lui, da parte del mio assistito non c’è stato alcun intento delatorio, l’obbiettivo era difendersi dalle accuse dicendo la verità: questa può far comodo a qualcuno e può essere scomoda per altri”. Queste le prime dichiarazioni dell’avvocato Fausto Bruzzese, al termine delle tre ore di interrogatorio di garanzia a Francesco Giannone, il commercialista dell’ex stella del Bologna FC Beppe Signori, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse.

Secondo il legale, Giannone “ha risposto in modo chiaro, corretto ed esaustivo ad ogni contestazione, chiarendo in particolare il suo ruolo di solo intermediario, più pertinente alle sue prerogative professionali dato che era il commercialista di Beppe Signori”.

“Nel colloquio di oggi si è inevitabilmente parlato di Signori e Giannone ha risposto con verità” ha concluso Bruzzese, sottolineando che “se questo coincide con l’accusa o la difesa di qualcun altro questo lo valuterà il giudice”.

Redazione Bnsport

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