Pisapia e i 25.000 di Palazzo Marino: primo giorno ufficiale da sindaco di Milano

Pisapia e i 25.000 di Palazzo Marino: primo giorno ufficiale da sindaco di Milano

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MILANO, 3 GIUGNO – La festa della Repubblica di quest’anno è coincisa, per Milano, con il primo giorno ufficiale da sindaco per il neoeletto Giuliano Pisapia è la grande festa si è subito trasformata in un bagno di folla per il nuovo sindaco.

Grazie all’apertura di Palazzo Marino (piazza della Scala 2), decisa dal neosindaco Giuliano Pisapia, sono stati 25.000 i milanesi che hanno festeggiato la Repubblica italiana visitando il municipio e complimentandosi con il sindaco. Dopo aver presieduto all’alzabandiera in piazza Duomo, a fianco del Prefetto Gian Valerio Lombardi e al presidente della Provincia di Guido Podestà, Giuliano, come ora lo chiamano tutti, con una forte emozione e un certo pudore ha avuto attenzione per tutti: ha stretto le mani ai suoi concittadini, ha accarezzato dei bambini e ha parlato con alcuni giovani, i suoi più grandi sostenitori.

Contrariamente da quanti gli hanno sempre recriminato di essere un estremista di sinistra, senza nessun interesse per l’Italia, come nazione, come Stato, durante la cerimonia Pisapia ha cantato l’Inno di Mameli e rispondendo alle domande dei giornalisti ha detto: “L’ho imparato a scuola come tutti noi e quindi è giusto nella continuità, soprattutto in un momento importante per Milano e per la Repubblica, mi è venuto assolutamente spontaneo cantare il nostro inno”.

Pisapia è stato l’assoluto protagonista di questa memorabile giornata anche per una serie di fuori programma: senza scorta e accompagnato solo dal suo staff, ha incontrato i cittadini fin dentro a Palazzo Marino, aperto al pubblico. Avrebbe dovuto attendere in piazza Scala l’arrivo del corteo per la Festa della Repubblica, ma ha deciso di partecipare personalmente, e si è presentato alle 14 a Porta Venezia dove Susanna Camusso l’ha accolto con un abbraccio.

Un altro fuori programma alle 12.30, per  Pisapia: Sara, una milanese di 7 anni, ha colto l’occasione, in un momento di vuoto, per passare al sindaco un suggerimento: lo ha fatto con un disegno che portava la dedica: «Buon lavoro, sindaco, e ricordati delle nostre scuole», firmato «Una alunna della scuola Bussero Pirelli».

Federica Palmisano

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