Calcio Scommesse, il legale di Signori: «Agli atti non c’è nessuna sua intercettazione»

Calcio Scommesse, il legale di Signori: «Agli atti non c’è nessuna sua intercettazione»

BOLOGNA, 3 GIUGNO – «Il suo nome non deve essere pronunciato. Si preferisce parlare di “Beppe nazionale” o di colui che ha segnato 200 gol in serie A«, scrive il giudice Salvini. Il legale di Giuseppe Signori, l’avvocato De Amicis, ha replicato alle accuse della Procura di Cremona: «Non c’è nulla che mostri il suo coinvolgimento. Agli atti non c’è nessuna sua intercettazione. Altri fanno il suo nome in virtù dei rapporti professionali che Signori ha con i due commercialisti, che si sono occupati della sua contabilità. Dimostreremo la sua estraneità». Invece secondo il giudice il suo ruolo, e più in generale il ruolo del «gruppo di Bologna», era quello di «finanziare la corruzione (dei giocatori che si prestavano a pilotare le partite, ndr) e scommettere sulle gare proposte».

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Secondo l”ipotesi accusatoria la “cricca bolognese” avrebbe in sostanza «sostenuto economicamente e istigato moralmente a combinare le partite il braccio operativo dell’associazione», ovvero Massimo Erodiani e Marco Pirani, titolari di diverse agenzie di scommesse nel capoluogo felsineo, il cosiddetto gruppo degli «zingari» e altri arrestati. In cambio delle vincite per le giocate, l’associazione bolognese avrebbe preteso dai suoi intermediari titoli bancari e lasciato a sua volta come garanzia assegni di valore equivalente alla giocata.

Il nome di Signori viene tirato in ballo riguardo alcune partite truccate, fra cui Atalanta-Piacenza (19 marzo 2011, 3-0), Inter-Lecce (20 marzo, 1-0), Benevento-Pisa (21 marzo, 1-0). Per la prima, l’ex attaccante rossoblù avrebbe puntato l’astronomica cifra 60 mila euro. Secondo gli inquirenti, questa sfida del campionato di Serie B era stata pianificata a tavolino nello studio associato di Bruni e Giannone la sera del 15 marzo. Quella sera, gli uomini della squadra mobile si sono appostati davanti allo studio, al 7 di via Ugo Bassi, e hanno fotografato Signori uscire dal portone alle 21.40 insieme ad Antonio Bellavista, l’ex calciatore del Bari finito anche lui in carcere.

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Se Atalanta-Piacenza “ha rispettato i pronostici”, i piani sono saltati per la scontata gara di Serie A Inter-Lecce. In quella occasione gli altri indagati si sono prodigati per«far recuperare i soldi a Beppe». I fari sono puntati sulla partita di Lega Pro tra Benevento-Pisa. Erodiani dice a Giannone: «A me preme in primis far recuperare i soldi a te, a Manlio e Beppe…La prossima partita ve la diamo gratis». Ma anche questa gara non rispetta il pronostico. Il giorno dopo, è il 22 marzo, Giannone minaccia al telefono Marco Paoloni (il portiere della Cremonese e poi del Benevento che avrebbe avuto un ruolo diretto nell’alterazione del risultato delle partite) dicendogli che deve restituire i soldi scommessi, un «invito» che gli invia «anche un altro, che ha fatto 200 goal in serie A, che ieri sulla tua ha giocato 5 mila euro».

Redazione

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