Sarah Scazzi, Michele Misseri non ha frequentato l’Actor’s Studio e si vede

Sarah Scazzi, Michele Misseri non ha frequentato l’Actor’s Studio e si vede

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TARANTO, 2 GIUGNO – Sarah assassinata per un calore alla testa; Sarah uccisa per un calcio, l’”aggravante” di un trattore malconcio. E pensare che la I Sezione Penale della Corte di Cassazione aveva espresso forti dubbi sull’ipotesi di movente del delitto avanzata dalla Procura di Taranto: la gelosia morbosa di Sabrina Misseri verso la cugina Sarah Scazzi. Chissà cosa penseranno i giudici della Suprema Corte, di fronte all’ipotesi “calore alla testa”.

Non è un grande istrione, Michè, non ha frequentato l’Actor’s Studio e si vede; le sue lacrime, il suo sguardo afflitto, riportano alla mente i giorni convulsi delle ricerche di Sarah, fra agosto e settembre 2010, quando l’agricoltore avetranese giurava e piangeva, a favore di telecamera, professando tutta la propria innocenza, tutto il suo essere estraneo ai fatti. Ma una lacrima non è garanzia di verità, lo sa bene la succitata Corte di Cassazione, che ha già classificato zio Michele come “inattendibile“, proprio in relazione alle sue tante, troppe, contraddizioni.

Già, le contraddizioni di Michè, innumerevoli. Ma una su tutte: il ruolo di Sabrina, la figlia prediletta. Perché chiamarla in causa, perché accusarla di un delitto tanto barbaro?

Il “trailer” dell’intervista a Michele Misseri non dà una risposta a quella che sarebbe forse la madre di tutte le domande, ma non disperiamo: la versione integrale della video-confessione di zio Michè andrà in onda questa sera, canale cinque, ingresso libero. Nel reality show della sua vita, Michele Misseri ha nominato sé stesso. The show must go on.

Domenico Damiani

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