Bufera in casa Pdl: Berlusconi prepara il suo funerale e Bondi si dimette

Bufera in casa Pdl: Berlusconi prepara il suo funerale e Bondi si dimette

ROMA, 1 Giugno 2011 – C’era già nell’aria del primo pomeriggio di ieri, 30 maggio 2011, quella sensazione di sentirsi “fuori posto” all’interno di un partito che, fino a poche ore prima, era convinto di avere la maggioranza dell’elettorato attivo dalla propria parte.

Subito dopo i risultati dei primi seggi scrutinati, Bondi si dimetteva da coordinatore  del Pdl  con una nota: “Valutati i risultati elettorali, intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del presidente Berlusconi. Ritengo che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la piu’ ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto – sottolinea – la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito”.

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Di oggi è la notizia delle dimissioni ufficiali di Bondi da coordinatore nazionale del Pdl e, delle ultime ore, è la notizia ufficiale, comunicata direttamente dal premier Berlusconi, in visita a Bucarest, che si andrà verso un solo coordinatore unico  nazionale  del partito e che ,con molta probabilità, sarà il ministro Angelino Alfano a ricoprire tale carica.

Per Berlusconi, come a lui specificato, “Si tratta di un processo che era già avviato, un lavoro sul Popolo delle libertà di cui mi occupo direttamente, perché vogliamo rilanciarlo alla grande”. Quanto a Bondi, il Cavaliere ha assicurato che “Lavorerà al mio fianco”. E le sue dimissioni “Erano previste”.

Bondi, con le sue dimissioni, spezza il triumvirato esistente, anche se gli altri due coordinatori Denis Verdini e Ignazio La Russa, non hanno nessuna intenzione di lasciare gli incarichi. Ma dal partito si alza la protesta, chiedendo la convocazione del congresso di partito, in merito allo Statuto interno dello stesso: esso prevede infatti un triumvirato al vertice Pdl, per cui, per la sostituzione di Bondi, andrebbe convocato un congresso. Questo è un punto dolente, perché per l’avvio della stagione congressuale fanno pressione vari fronti interni, soprattutto gli ex-An. Il sindaco Gianni Alemanno ritiene che la scelta dei congressi non sia più rinviabile, perché, ha detto, “la situazione richiede una riflessione molto seria”. L’interessato nega, ma c’è chi assicura che Alemanno sarebbe pronto, se il cambiamento non ci sarà, anche a creare gruppi parlamentari autonomi, ma federati al Pdl.

Insomma, un forte terremoto all’interno del partito di Berlusconi all’indomani dei risultati dell’elezioni amministrative. Ad aggiungere benzina sul fuoco, poi, sono le dichiarazioni di Giovanardi sulla presunta necessità che Berlusconi, nei prossimi due anni, pensi a un ipotetico successore. “Deve decidere”, continua Giovanardi,  “Se vuole passare alla storia come il maresciallo Tito, dopo il quale la Jugoslavia si frantumò, oppure come De Gasperi, che ha costruito l’architrave di un sistema che ha funzionato per 40 anni”.

Ed è lo stesso premier che chiude il discorso, davanti ai giornalisti e alle telecamere, con la sua consueta aria pimpante e sorridente: «Allora…ho fatto una riunione e volevo fissare la data del mio funerale, ma nei prossimi giorni ho troppi impegni e quindi rimanderemo!”.

Sarà…certo che il terremoto, che lo si accetti oppure no, c’è stato. Occorre, prima o poi, contare i danni.

Federica Palmisano

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