eG8: l’evento storico dedicato al web che ha deluso le aspettative

eG8: l’evento storico dedicato al web che ha deluso le aspettative

Parigi, 31 MaggioSi è concluso e-G8, il mega evento dedicato al web voluto fortemente dal presidente francese Nicolas Sarkozy, ma le polemiche non si sono fatte attendere.

Quello che non ha convinto, soprattutto gli addetti ai lavori, è stata l’indifferenza con cui il popolo della rete è stato trattato nel corso dell’evento. Si può organizzare un “evento storico” su Internet senza il “popolo” di Internet? Si può esaltare il ruolo di Internet nel rendere possibili cambiamenti democratici e poi essere reticenti o silenziosi sulla effettiva tutela dei diritti fondamentali in rete?

[ad#Google Adsense 300 X 250][ad#Juice Overlay][ad#Aruba PopUnder]

Sì, è possibile, per quanto contraddittorio o paradossale ciò possa apparire.Mettere questo tema al centro dell’attenzione mondiale poteva essere un fatto significativo se fosse stato accompagnato da presenze, proposte, conclusioni davvero corrispondenti alle dinamiche innovative, alle opportunità, alle sfide difficili che ogni giorno Internet propone a miliardi di persone. Non è stato così.

Alla fine di tutti i discorsi non sono emerse nuove idee, nuove strategie di sviluppo, non sono stati tenuti in considerazione i veri cittadini del mondo web, come gli sviluppatori.
Il presidente francese, che già da tempo mirava a mettere una regola al web, ha trasmesso l’idea di internet come quella di un “continente selvaggio da civilizzare”, un luogo quindi con una certa connotazione negativa, dove si verificano cose negative che vanno eliminate o convertite.
Sarkozy è stato il politico che più di tutti nel resto del mondo ha sentito la necessità di trovare una soluzione al problema del diritto d’autore, in modo del tutto repressivo riproponendo ogni volta la legge Hadopi come modello.
Ciò che è emerso chiaramente dal e-G8 è proprio questa posizione e questo spirito e non si sfiora neanche l’argomento di internet come strumento di libertà soprattutto in quei paesi sottoposti a censura e che grazie alla rete hanno potuto far sapere al mondo quale fosse la loro reale situazione, o che, sempre grazie alla rete, hanno dato il via alle rivoluzioni degli ultimi tempi.
All’evento non erano presenti i politici americani, notoriamente assai critici, che non avrebbero certo condiviso la posizione del presidente francese.

Eleonora Braghiroli

Leave a Reply

Your email address will not be published.