Omicidio Yara Gambirasio, attesi gli esiti di laboratorio

Omicidio Yara Gambirasio, attesi gli esiti di laboratorio

BERGAMO, 26 MAGGIO – Il caso di Yara Gambirasio, la ragazzina tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 mentre rincasava dal Palasport di Brembate Sopra, resta avvolto nel mistero.

Il 26 febbraio il corpo di Yara è stato ritrovato senza vita, in un campo di Chignola d’Isola a circa 10 chilometri dall’abitazione. Tre mesi di assidue ricerche da parte degli organi di stato con unità cinofile e infine un cadavere martoriato senza evidenti tracce dell’assassinio.

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A condurre le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio è il pm Letizia Ruggeri.

Dagli esami autoptici è stato rivelato che la morte di Yara sia stata provocata da soffocamento e non dalle numerose coltellate infertele e né dai colpi in testa ricevuti. Ora si attendono gli esiti di laboratorio della dottoressa Cristina Cattaneo che dovrebbero essere pronti per la fine di giugno. L’inchiesta è stata svolta confrontando il dna (circa 2000 test) trovato sul corpo e sul luogo del delitto con un numero di persone possibili, in modo da stringere la lista dei sospettati. Ancora campionamenti sono stati fatti sui reperti rinvenuti e sui vestiti della vittima, ma per il pm ci sarà da aspettare altri mesi di esami. “Noi non ci fermeremo”, risuonano così imperative e severe le parole del questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, in occasione della celebrazione del 150° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. “E’ una promessa che dobbiamo ai genitori di Yara, ai suoi fratelli e ai suoi nonni”, ha concluso Ricciardi.

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Giangi Murtas

 

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