Inps, il 50,8% dei pensionati non arrivano alla fine del mese

Inps, il 50,8% dei pensionati non arrivano alla fine del mese

BOLOGNA, 26 MAGGIO – Dal Rapporto annuale dell’Inps emerge che il 50,8% delle pensioni erogate, non arriva a 500 euro al mese. Persone che percepiscono pensioni da 500 a 1.000 euro mensili, prevalgono le donne con il 30,5% rispetto al 24,9% delle pensioni sono maschili. La tendenza si inverte nelle classi di importo più elevato, le pensioni dei titolari maschi presentano percentuali più significativi: il 18,9% tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili (contro il 5,6% per le donne) e il 20,2% con importi superiori ai 1.500 euro mensili (di appena il 2,6% per le pensioni erogate alle donne).

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Dal rapporto Inps emerge  un aumento degli assegni di invalidità civile (+2,9% rispetto al 2009) che ammontano oggi a 2.713.282 (nel 2009 erano 2.638.042). La spesa complessiva”in termini di pensioni, assegni e indennità” è stata “pari a 16,570 miliardi di euro” lo 0,7% in più dell’anno precedente.In realtà “3,808 miliardi di euro sono pensioni e assegni di invalidità civile e 12,762 miliardi di euro a indennità di accompagnamento”.

Nel 2010 la spesa pensionistica è aumentata del 2,3 per cento con un aumento del 73% delle pensioni di anzianità. In tutto sono stati liquidati circa 174.729 trattamenti a fronte dei 100.880 registrati nel 2009. La crescita nel 2009, era dovuto al passaggio dei requisiti da 58 a 59 anni a fronte di 35 di contributi il numero di pensioni di anzianità era stato molto basso. Nel 2011 con il nuovo “scalino” (da 59 a 60 anni) e l’entrata in vigore della finestra mobile si prevede un nuovo abbassamento di dati. Nel 2010 l’età media per la pensione di anzianità è stata di 58,3 anni per i lavoratori dipendenti e di 59,1 per gli autonomi.

Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua presentando il rapporto alla Camera ha assicurato che il piano previdenziale è in equilibrio e le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio. L’equilibrio e la stabilità raggiunte dal sistema non sono stati conseguiti a scapito delle giovani generazioni. La pensione ci sarà anche per i giovani. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre più al destino del Sistema Paese”. Accanto alla necessità di una crescita economica del sistema, c’è una necessità che deve essere ribadita ai giovani e ai meno giovani: bisogna lavorare più a lungo. La fuga dal lavoro è un approccio incompatibile con l’allungamento dell’età anagrafica. Non è mai troppo presto per pensare alla pensione ma non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile”.
A Montecitorio ha partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che ha dichiarato: “Non è vero che il Paese è allo sfascio”. “L’Italia, ha tanti problemi antichi, che derivano dal passato, e problemi attuali, che derivano dalla crisi mondiale. Problemi che riguardano anche il nostro domani ma se li sapremo affrontare, ognuno per la propria responsabilità, il nostro Paese ne uscirà e ne uscirà bene”.

Maria Giuseppina Bauleo

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