Ministeri al Nord, Berlusconi raffredda gli entusiasmi

Ministeri al Nord, Berlusconi raffredda gli entusiasmi

MILANO, 26 MAGGIO – Sembra non placarsi la vicenda della proposta di trasferimento di alcuni ministeri al Nord, in particolare a Milano; le ipotesi hanno prima contemplato un paio di ministeri “senza portafoglio”, poi sono balenati i “nomi” del Tesoro (in chiave federalismo) e della Difesa (retto dal “milanesissimo” La Russa).

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Nata come promessa elettorale per favorire la rielezione del sindaco meneghino uscente Moratti dopo la dura sconfitta subita nel primo turno delle amministrative, si è in parte ritorta contro il centrodestra, andando a incrinare i già barcollanti rapporti all’interno della coalizione di governo.

Mentre Bossi spinge sull’acceleratore, affermando che la questione è solo rimandata al dopo-ballottaggi, Berlusconi cerca ora di tirare il freno e in qualche modo di ridimensionare le affermazioni, ipotizzando solo l’istituzione di qualche ufficio di rappresentanza in provincia di Monza.

Nettamente contrari al trasferimento sono il sindaco di Roma Alemanno e il governatore del Lazio Polverini. Su una linea molto tiepida verso il trasferimento anche Formigoni, presidente di Regione Lombardia, che invoca una stima dei costi dell’ipotetico trasferimento. Infine, anche il ministro leghista Calderoli non sembra aver gradito molto la proposta; non desidererebbe, infatti, ritrovare anche a Milano i “fannulloni” ministeriali…

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Fabio Vercilli

 

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