F1, cambio di rotta in casa Ferrari

F1, cambio di rotta in casa Ferrari

MODENA,  26 MAGGIO Si prospetta un ritorno al passato. Il cambio di marcia in seguito all’addio di Jean Todt e Ross Brawn (oggi leader della Mercedes) ha portato gli italiani ai vertici della scuderia di Maranello. Adesso la situazione è cambiata: la scelta di affidare il team agli uomini di casa non ha pagato e il primo a farne le spese è stato Aldo Costa, ex direttore tecnico della rossa. Martedì Costa è stato sollevato dal suo incarico e il suo ruolo è stato spartito tra Pat Fry, Corrado Lanzone e Luca Marmorini. A Fry il compito dello sviluppo dell’autotelaio, sotto la direzione del gran capo Stefano Domenicali.

[ad#Google Adsense 300 X 250][ad#Juice Overlay][ad#Aruba PopUnder]

A Costa si deve una progettazione poco brillante della Ferrari 150 Italia, che ha prodotto un decadimento notevole nel rendimento in pista: un solo podio conquistato da Alonso nelle cinque gare disputate sinora, che hanno visto un dominio quasi incontrastato delle Red Bull di Chris Horner.

L’arrivo di Fry, caldeggiato da Fernando Alonso, potrebbe significare come una bella conferma al prolungamento di contratto dello spagnolo avvenuto cinque giorni prima del licenziamento di Costa. Nando, ormai indiscusso uomo squadra della Ferrari giocherà un ruolo importante nell’impostazione delle nuove gerarchie a Maranello. La gestione tecnica italiana del dopo Todt – Brawn non ha portato a grandi soddisfazioni, a parte il titolo vinto a sorpresa da Raikkonen nel 2007 e i titoli sfumati a Massa e Alonso nel 2008 e l’anno scorso. L’innesto di Fry sarà forse l’inizio di una rivoluzione, che sembra essere già entrata nel vivo, dato che nel 2009 è stato fatto fuori Luca Baldisseri per dare spazio a Chris Dyer, che poi fu costretto a fare le valigie perché ritenuto l’artefice del fallimento di Alonso ad Abu Dhabi lo scorso anno. Costa esce di scena dopo Baldisseri: del resto il progettista non è stato in grado di tenere il passo di Ross Brawn che si portò a casa il campionato nel 2008, e soprattutto dell’astro nascente Adrian Newey, uomo dei miracoli in casa Red Bull.

APPRFONDIMENTI  Droni e privacy: un rapporto difficile da portare avanti

Ultimo baluardo del gruppo tecnico italiano rimane, dunque, Stefano Domenicali. Ma ora che buona parte del suo entourage è stata smantellata e dato che è previsto l’arrivo di nuovi ingegneri dall’Inghilterra, la permanenza del team manager non è così scontata. Toccherà anche a lui dire addio alla rossa?

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=xFZ47SGlmIQ[/youtube]

Enrico Francesco Ortisi

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.