Indignarsi non basta: nuovo gruppo su Facebook pro pedofilia

Indignarsi non basta: nuovo gruppo su Facebook pro pedofilia

BOLOGNA, 25 MAGGIO – Indignarsi non basta più. La cronaca quotidiana è tristemente ricca di notizie e casi di pedofilia, che non risparmiano più nessun ambiente creato per l’iniziale socializzazione del bambino: dalla scuola alla chiesa ai circoli sportivi. E a peggiorare la situazione ci si mette anche chi utilizza i social network per scopi illogici e per affermare diritti assurdi e raccapriccianti. E’ il caso di un gruppo su Facebook, nato nella giornata di ieri e immediatamente denunciato e cancellato dalla polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Catania, con il nome osceno ‘Sosteniamo i diritti dei pedofili’.

A fare la macabra scoperta è stata l’associazione Meter di don Fortunato di Noto che dal 1989 tutela l’infanzia contro la pedofilia, la pedopornografia e lo sfruttamento sessuale.

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Nella giornata di ieri, una volta scoperta tale pagina, l’associazione ha provveduto subito a contattare i gestori di Facebook in California per la rimozione della pagina e il congelamento dei dati. Immediatamente è stata avvisata la  polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Catania che, oltre ad aver informato  la procura della Repubblica di Catania per  l’ipotesi di reato di apologia di delitto, sta attualmente provvedendo a risalire all’ideatore del gruppo perché, ancora peggio, si ritiene che possa essere stata una macabra ironia sull’apertura di una pagina volutamente provocatoria. E indignarsi solamente a questo punto non basta più. Perché anche solo il minimo pensiero di poter “ironizzare” su tali atti indegni dell’essere umano, andrebbe punito e sanzionato. “E’ una vergogna questa proliferazione di siti e portali pro-pedofilia – ha sottolineato don Di Noto – e non può essere definita una goliardia, ma una vera e propria istigazione a normalizzare un fenomeno drammatico che richiede con celerità l’approvazione della Convenzione di Lanzarote ferma in Parlamento da tre anni”. Indignarsi non basta più. Occorre una legislazione seria e ferrea per tutelare e proteggere chi rappresenta il nostro futuro.

Federica Palmisano

 

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