Giovane paraplegico torna a muoversi con l’elettrostimolazione

Giovane paraplegico torna a muoversi con l’elettrostimolazione

NEW YORK, 23 MAGGIO – Sulla rivista Lancet, la straordinaria storia di Rob Summers: rimasto paraplegico in seguito ad un incidente in automobile, Rob, giovane promessa del baseball americano, ha riacquistato la mobilità dei piedi, delle anche, delle ginocchia e addirittura riesce a camminare brevemente.

Il miracolo è avvenuto grazie ad un trattamento che si basa su stimolazioni elettriche della colonna vertebrale: la terapia sperimentale ha comportato l’impianto chirurgico nella schiena dell’ex giocatore di pallacanestro di un sistema di 16 elettrodi stimolanti la colonna vertebrale. Dopo quasi 5 anni su una sedia la rotelle, il giovane è stato educato nuovamente al movimento, inizialmente a stare in piedi con un sostegno, poi a piccoli movimenti, e oggi riesce a muovere qualche passo, oltre che ha recuperato parzialmente il funzionamento dell’organo sessuale.

[ad#Google Adsense 300 X 250][ad#Aruba PopUnder][ad#Juice Overlay]

Questi progressi sono frutto del lavoro di 3 anni presso il centro medico Kentucky Spinal Cord Research Center presso la University of Louisville: per surrogare gli impulsi cerebrali, i medici hanno cercato di provocare movimenti muscolari tramite una stimolazione elettrica esterna. Successivamente, l’impianto per l’elettrostimolazione è stato applicato chirurgicamente nella schiena. Il trattamento è sostenuto dalla Christopher and Dane Reeve Foundation, l’associazione nata per volontà dell’attore reso celebre dall’interpretazione di Superman, morto nel 2004 dopo essere stato tetraplegico dal 1995 in seguito a una caduta da cavallo. I risultati sul giovane giocatore di pallacanestro sono certamente strabilianti ma Susan Harkema, coordinatrice dello studio, ha precisato che “La strada da fare è ancora molto lunga ma questa tecnica apre prospettive concrete per la ripresa delle funzionalità. Questa non è una cura e Rob non ha ripreso a camminare, ma è un progresso importante: permettere a queste persone anche solo di riuscire a stare in piedi  per pochi minuti al giorno significa cambiare di molto la loro salute”.

APPRFONDIMENTI  Droni e privacy: un rapporto difficile da portare avanti

Dall’University of California fa eco Reggue Edgerthon, che specifica che ancora non si può parlare di terapia, e che questa tecnica ha bisogno di ulteriori sviluppi e va graduata ad personam, poiché il caso di Rob Summers è certamente speciale in quanto il paziente è giovane e supportato da un fisico atletico al momento dell’incidente.

Chiara Ripamonti

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.