Melania Rea, ipotesi delitto passionale. Omicidio per vendetta o gelosia?

Melania Rea, ipotesi delitto passionale. Omicidio per vendetta o gelosia?

ASCOLI PICENO, 17 MAGGIO – Il giallo di Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana uccisa nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo) il 20 aprile, resta ancora un mistero.

Le indagini sono concentrate prevalentemente nell’ambiente militare frequentato da Salvatore Parolisi, marito della vittima, caporalmaggiore dell’esercito e istruttore del 235/o Reggimento Piceno, dove si formano le reclute femminili.

La procura di Ascoli Piceno continua a battere la pista del delitto passionale, anche se al momento non vengono escluse altre strade.

Omicidio per vendetta o gelosia? Melania uccisa per colpire il marito, o per una rivalità in amore?. Tutte ipotesi che in un’indagine complessa non possono essere ancora scartate del tutto ma valutate con molta attenzione e meticolosità.

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Savino Lolli, in un intervista rilasciata ieri al Tg3, aveva riferito di aver visto il 18 aprile scorso a Colle San Marco, luogo della scomparsa di Carmela Melania Rea, una pattuglia di carabinieri a bordo di un Suv. Erano circa le 16 e Melania era già data per dispersa. L’avvocato ha ipotizzato che il marito della donna, Salvatore Parolisi, avrebbe intercettato la pattuglia senza fermarla.

Oggi è arrivato la smentita ufficiale del legale ascolano: «Non ho mai visto Salvatore Parolisi quel pomeriggio del 18 aprile a colle San Marco», dichiarazione che contrasta quella rilasciata nei precedenti innescando ulteriori dubbi sui movimenti del marito di Melania Rea il giorno della scomparsa della donna.

«Mi sento in dovere, per amore di verità e nel rispetto delle persone coinvolte, di precisare che io – afferma Lolli – Parolisi non l’ho visto né al ristorante Cacciatore, dove sono stato a pranzo con un amico dalle 14:30 fino alle 15:15 circa, né successivamente, quando ci siamo spostati nella zona delle altalene. Lì c’erano delle persone, ma certamente non erano né Parolisi, né sua moglie. Successivamente ho visto transitare un gruppo di persone, fra le quali ho riconosciuto i titolari del ristorante dove avevo appena pranzato. Con loro c’era un uomo che poteva essere Parolisi, ma non posso dirlo con certezza». Sulla presenza di un’auto dei carabinieri a Colle San Marco intorno alle 15:30 Lolli aggiunge: «Io personalmente l’ho vista e non ci sono dubbi. Ma non posso affermare che anche Parolisi l’abbia vista e non l’abbia fermata».

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Maria Giuseppina Bauleo

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