Riccardo Seppia: che satana sia con lui?

Riccardo Seppia: che satana sia con lui?

GENOVA, 17 MAG.Lo sconcerto iniziale per la vicenda di droga e prostituzione minorile che ha coinvolto Riccardo Seppia, ex parroco 5oenne della chiesa di Santo Spirito, aumenta man mano che nuovi elementi si aggiungono all’inchiesta. Le 40 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare ritraggono don Riccardo e gli altri come personaggi senza coscienza, che trattavano i minori come oggetti e ne parlavano come fossero trofei. Ieri mattina in tribunale, durante l’udienza di garanzia che ha convalidato il suo arresto, Seppia avrebbe potuto raccontare le sue “imprese” al magistrato Annalisa Giacalone, invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Avrebbe potuto salutare i presenti con l’espressione “Satana sia con te”, che usava di solito con l’amico ex seminarista, pusher di droga e sesso, invece è rimasto zitto. Certo non gli mancavano le parole quando intercalava con bestemmie i commenti “irripetibili” sui giovani che molestava. Il legale di Seppia, Paolo Bonanni, pare stia pensando di chiedere una perizia psichiatrica.

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Se i discorsi intercettati dagli investigatori erano di contenuto deprecabile, i fatti non erano da meno. Don Riccardo chiedeva ragazzi 14enni, quelli di 16 anni erano troppo vecchi, a un marocchino che si muoveva tra Genova e Milano. Meglio se provenivano da famiglie disagiate, preferibilmente neri. I ragazzini in cambio dei favori sessuali ricevevano cocaina o 50 euro. In queste ore, a Genova e Milano, gli inquirenti con l’assistenza di uno psicologo stanno ascoltando le giovani vittime. Seppia oltre all’accusa di violenza sessuale dovrà rispondere dell’aggravante di aver agito contro un soggetto “in condizione di inferiorità psichica o fisica”. Qualcuno nella notte a Sestri Ponente ha sfogato la propria rabbia scrivendo sulla facciata della chiesa di santo Spirito, in via Calda a Genova: “Giù le mani dai bambini. Don Riccardo infame pedofilo“.

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Cristina Reggini

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