Don Riccardo Seppia al centro di una rete di prostituzione e cocaina

Don Riccardo Seppia al centro di una rete di prostituzione e cocaina

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GENOVA, 16 MAG. – E’ uno scenario di squallore e violenza quello che emerge dall’inchiesta avviata dai Nas di Milano, che vede al centro delle accuse don Riccardo Seppia. Il parroco 50enne della Chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente, arrestato venerdì per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, è stato sospeso dalla Curia di Genova “da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale”. In mattinata, assistito dal legale Paolo Bonanni, sarà sentito dai magistrati nell’interrogatorio per la convalida dell’arresto. Oltre al parroco altri tre uomini sono finiti nel registro degli indagati. Si tratta di un ex seminarista 40enne indagato per prostituzione minorile, un commerciante 30enne del quartiere di Sestri Ponente (Genova) e un imprenditore di Milano accusati di cessione di stupefacenti.

Alcuni commenti sui giovani presi di mira e la descrizione degli incontri sarebbero stati fatti in un linguaggio “irripetibile”. L’indagine, passata dalla procura di Milano a quella di Genova, potrebbe allargarsi ad altre persone, alcune voci delle intercettazioni devono ancora essere identificate. Don Riccardo adescava i giovani nelle palestre, saune e bar di Milano. Sempre a Milano si procurava la cocaina che “regalava” in cambio di favori sessuali. Gli incontri avvenivano in un appartamento adiacente alla parrocchia.

L’episodio che ha portato il parroco in carcere riguarda un chierichetto sedicenne, dalla personalità fragile. Il giovane soggiogato dalla figura di don Riccardo era da tempo vittima di molestie. Le indagini cercano di capire se il prete abbia avuto relazioni anche con un altro ragazzino minorenne, un maggiorenne e un quarto la cui età non è stata ancora stabilita. Gli investigatori si trovano a dover ricostruire una vera e propria rete di prostituzione, anche minorile e droga. Al momento sono state raccolte le testimonianze di quattro famiglie. Don Riccardo si trova in isolamento nel carcere di Marassi, controllato a vista perché si temono atti di autolesionismo.

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Cristina Reggini

One Response to "Don Riccardo Seppia al centro di una rete di prostituzione e cocaina"

  1. alessio di benedetto  2011/05/19 at 09:33

    E non vi fate di nuovo ingannare dalle dichiarazioni pubbliche della “tolleranza zero”, mentre dietro le quinte essi preparano le vie di fuga dei loro cari “dipendenti”. L’ostacolo è proprio questo: che tutte le cause in corso sono soggette al “segreto pontificio”. Quindi non solo non bisogna più cadere nell’inganno delle dissimulazioni clericali, rifiutando sdegnosamente – come palese imbroglio – il tentativo ufficiale di dissociazione del Vaticano dai suoi adepti pedofili. Anzi, dobbiamo altresì ritenere le gerarchie ekklesiastiche responsabili dirette di un sistema ideologico che crea le condizioni logistiche e psicopatologiche affinché il crimine si perpetui. Ed il delitto è alimentato e favorito e non punito, poiché esso costituisce la linfa vitale per riprodursi, ne è il substrato “consustanziale”, l’inconscio socio-simbolico, senza il quale l’istituzione soccomberebbe. Come nei partiti italiani: se non sei un corrotto con una lunga fedina penale di azioni criminose non sarai promosso e non potrai mai essere ammesso nel loro consesso. Ma allora, che cosa bisogna fare per liberarsi da tutto questo devastante plagio mentale e comportamentale?

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